Festival di Venezia: Buttiglione, una tassa di scopo e il tax shelter per il cinema italiano

Una tassa di scopo per sostenere la produzione cinematografica, soprattutto di interesse culturale, con un fondo gestito dallo Stato, e la possibilità di sgravi fiscali con il cosiddetto tax shelter. Sono due ipotesi cui sta lavorando il ministero dei Beni Culturali, come annunciato dal ministro Rocco Buttiglione al festival di Venezia. Nella conferenza stampa di sabato, dopo la presentazione delle modifiche legislative – necessarie dopo le censure della Corte Costituzionale al decreto Urbani – presentate dal direttore generale per il cinema Gaetano Blandini, il ministro ha accennato a due iniziative a sostegno del cinema italiano, su cui si cercherà il consenso del settore. Seguendo il modello francese – ha spiegato Buttiglione – il cinema finanzierà se stesso: “Tutti i momenti della filiera verrebbero tassati, per aiutare gli investimenti sul cinema italiano; si tratterebbe di una tassa di scopo”. I proventi derivanti dal provvedimento (che non si scontra con le norme europee per il principio dell’eccezione culturale) verrebbero gestiti a livello statale, e non dal settore come richiesto dal produttore Aurelio De Laurentiis. Per quanto riguarda il tax shelter, sono state invece elaborate due ipotesi che andranno vagliate dal ministero dell’Economia, ma sono ancora da definire i dettagli: gli sgravi per chi investe nella produzione cinematografica dovrebbero riguardare unicamente le imprese cinematografiche. Infine, Buttiglione ha auspicato una crescita del Fus (“sbagliato tagliare la cultura quando le cose vanno male”), mentre sulla pirateria si sta lavorando in sede comunitaria a una normativa europea.

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