“Se non ci sono italiani in o fuori concorso quest’anno a Torino, come del resto lo scorso anno, significa che non abbiamo visto film che ci hanno convinto” . Liquida così il direttore artistico Nanni Moretti l’assenza della produzione nazionale dalle principali sezioni del 26mo festival di Torino (21-29 novembre), da lui guidato per la seconda volta. E poi, sempre in riferimento all’andamento del cinema italiano, aggiunge: “Smettiamola di cadere nel vizio di decidere lo stato di salute del nostro cinema. Neppure si può giudicare tale stato in seguito ai successi di Gomorra e Il Divo: si tratta di due film realizzati da registi che sono veri e propri autori e non di una tendenza. Inoltre, come in ogni stagione, ci sono le sorprese: quest’anno tra queste si registra Il pranzo di ferragosto, ad esempio. Se proprio vogliamo parlare di tendenze, allora posso dichiarare che per fortuna sta crescendo una nuova generazione di produttori e sceneggiatori. L’unica cosa che purtroppo continua a non evolversi è il pubblico”.
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