Festival di Roma, scoppiano le polemiche

Ogni volta che si parla di Festival di Roma, nascono polemiche. E’ di ieri, infatti, l’annuncio che il Mibact, attraverso Istituto Luce Cinecittà, entrerà nella Fondazione Cinema per Roma e contribuirà alla manifestazione con oltre un milione di euro. Anche il Mise investirà fino a 1,5 milioni di euro in Business Street, il mercato del festival. Sempre ieri sono state annunciate le decisioni di eliminare il concorso dalla manifestazione, per evitare concorrenza con la Mostra del Cinema di Venezia, e di fissare a metà ottobre stabilmente il periodo di svolgimento del festival che torna ad essere “festa” del cinema. Le polemiche hanno riguardato i finanziamenti pubblici. Subito è insorto il governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha scritto al presidente del consiglio, Matteo Renzi, una lettera molto dura: “Il Festival di Roma è inconsistente e va chiuso. Quale paese, infatti, disponendo di una Mostra famosa a livello internazionale e riconosciuta da tutti come un’eccellenza, si ostina a finanziare un evento concorrente del tutto inconsistente?”. Zaia polemizza con il finanziamento del Mise: “Segnalo che Venezia la sua borsa del cinema la organizza già da tre anni, senza bisogno di altri soldi dal governo”. Stando a quanto riportano molti quotidiani oggi, il finanziamento del Mise è entrato nel mirino delle polemiche perché porterebbe a un rafforzamento di Roma ai danni di Venezia. Ha dichiarato a Repubblica Carlo Calenda, viceministo dello Sviluppo Econimico, che si è battutto per il finanziamento del mercato romano: “La mia decisione risponde alle richieste dei produttori: sostenere la distribuzione internazionale dei nostri film e ripristinare il mercato che mancava dai tempi del Mifed di Milano. Nessun produttore mi ha mai nominato il mercato di Venezia“. Amareggiato per le polemiche il presidente Anica Riccardo Tozzi: «Quello di Venezia è un grande festival ma il mercato non è mai decollato. Ma, piuttosto che entrare in una guerra che danneggia l’immagine del cinema italiano, preferiamo rinunciare ai fondi”. Favorevole al potenziamento di Business Street si dice Andrea Occhipinti, presidente dei distributori Anica che a Il messaggero, specifica: «Tutti vogliamo armonizzare il sistema dei festival. Venezia, Roma, Torino, ognuno ha la sua identità. A nessuno piace vedere Roma scimmiottare il Lido. Ma di fatto il boom di Toronto ha decimato le presenze dei compratoti a Venezia, mentre Roma, a ottobre, prima dell’American Film Market, sarebbe il punto di incontro ideale per una serie di distributori internazionali non sempre interessati ai film Usa ma in sintonia con il cinema d’autore europeo, Italia inclusa. E’ un’occasione d’oro”. Nel dibattito, sempre sul quotidiano romano, è stato coinvolto anche Roberto Cicutto, presidente e amministratore delegato di Istituto Luce Cinecittà: “Un mese fa, presenti tutte le associazioni di categoria, il Ministero per lo Sviluppo Economico si è detto disposto ad aumentare i fondi per sostenere il nostro cinema in ambito internazionale. Nessuno ha pensato a Venezia ma tutti hanno fatto il nome di Business Street“.

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