È sudafricano l’Orso d’oro del festival di Berlino 2005. La giuria presieduta dal tedesco Roland Emmerich ha infatti deciso all’unanimità di attribuire il massimo premio a ‘U-Carmen eKhayelitscha’ del britannico Mark Dornford-May da anni trapiantato in Sudafrica. Si tratta della versione cinematografica della ‘Carmen’ di Bizet, il cui libretto è stato tradotto in lingua Xhosa, una delle tante parlate in Sudafrica, dove il film è anche ambientato. Gli Orsi d’argento sono andati, come Gran premio della giuria, al cinese ‘Kong Que’ (Il pavone) di Gu Changwei e al tedesco ‘Sophie Scholl – Die letzten Tage’ per la miglior regia (Marc Rothemund) e per miglior attrice (Julia Jentsch); il film è stato acquistato per la distribuzione italiana dall’Istituto Luce. L’orso d’argento per il miglior attore è andato al giovane statunitense Lou Taylor Pucci per ‘Thumbsucker’, mentre il premio per eccezionali meriti artistici è stato assegnato al cinese Tsai Ming Liang per ‘Tian Bian Yi Duo Yun’ (‘la nuvola capricciosa’), film coprodotto da Taiwan, Cina e Francia. L’Orso d’argento per la migliore musica è andato al francese Alexandre Desplat per ‘De battre mon coeur s’est arretè’, acquistato per l’Italia da Bim mentre il premio Angelo Azzurro per il miglior film europeo (25.000 euro) è stato attribuito al film di produzione tedesco-francese ‘Paradise Now’ diretto dal palestinese Hany Abu-Assad; la pellicola uscirà nelle sale italiane per la distribuzione di Lucky Red. Nessun riconoscimento, invece, alla cinematografia italiana presente quest’anno alla Berlinale.
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