‘L’ora di religione’ di Marco Bellocchio è il vero trionfatore dell’edizione 2002 dei Nastri d’argento, anche quest’anno consegnati nella serata inaugurale (sabato sera) del Taormina Bnl Film Fest (6-13 luglio). Fra i premi assegnati dal Sindacato dei giornalisti cinematografici italiani (SNGCI), Bellocchio si è infatti aggiudicato il Nastro d’argento come regista del miglior film italiano e per il miglior soggetto. Il suo film, inoltre, è stato premiato per la miglior interpretazione maschile (Sergio Castellitto) e per la miglior presa diretta, nastro istituito quest’anno per la prima volta e assegnato a Maurizio Argentieri (anche per il suo lavoro in ‘Casomai’). Il nastro al miglior produttore è toccato a Domenico Procacci per tutti i suoi film dell’anno. Tra i più menzionati della sua produzione, ‘Respiro’ di Emanuele Crialese, la cui protagonista, Valeria Golino, è stata premiata come migliore attrice. Il premio all’attrice non protagonista è andato ex aequo a Margherita Buy, Sandra Ceccarelli e Virna Lisi per ‘Il più bel giorno della mia vita’ di Cristina Comencini, che si è aggiudicata anche il premio per la miglior sceneggiatura, insieme a Lucilla Schiaffino e Giulia Calenda. Leo Gullotta ha vinto il nastro come attore non protagonista per ‘Vajont’, mentre regista del miglior film straniero è stato giudicato Robert Altman per ‘Gosford Park’. Per le musiche è stato premiato Edoardo Bennato (‘Il principe e il pirata’), mentre per la canzone Gianna Nannini (‘Momo’). Il nastro europeo è andato al regista spagnolo Pedro Almodovar che, nel corso della serata di premiazione al Teatro greco di Taormina, ha consegnato il premio al miglior regista esordiente, toccato a Paolo Sorrentino per ‘L’uomo in più’. Chiudono l’elenco i premi tecnici: a Luca Bigazzi, per la fotografia di ‘Brucio nel vento’, ad Andrea Crisanti per la scenografia de ‘Il consiglio d’Egitto’, ad Alessandro Lai e Alberto Moretti per i costumi di ‘Senso ’45’, e a Francesca Calvelli per il montaggio di ‘No Man’s Land’. Infine, un nastro speciale è stato consegnato a Claudio Amendola, come omaggio alla carriera di doppiatore del padre, Ferruccio, scomparso quest’anno.
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