Il digitale come territorio di creatività, nuove forme di distribuzione e dunque di mercato. Attraverso, naturalmente, nuovi modelli di business. È questo il tema scelto da Api e Anica per il loro tradizionale incontro “Le Goût des autres ou bien l’autre défi numérique” organizzato ieri nell’ambito dei convegni di Business Street, che affiancano le giornate della Festa del Cinema di Roma. “Il digitale può essere un mezzo per aiutare quei 2/3 della popolazione italiana che non riesce più a raggiungere le sale, dislocate ormai fuori dai centri cittadini”, ha detto aprendo i lavori Paolo Ferrari, presidente dell’Anica. Ma come utilizzare il variegato mondo dei new media digitali per il cinema affrontando problemi come la tutela dei diritti, la transazione dei costi e la pirateria online? Di queste e altre questioni hanno discussi gli operatori intervenuti, tra i quali anche diversi creativi che hanno offerto alla platea dimostrazioni pratiche di loro modelli artistici e di business creati attraverso la rete o altri new media digitali. Tra i dati forniti, quelli di uno dei mezzi digitali con maggior potenziale di mercato stimato per il futuro, il Video on demand (VOD) con trasferimenti di materiali via banda larga: “Anche se l’Europa è fortemente dietro a Usa e Giappone per la trasmissione in banda larga di materiali audiovisivi, la previsione è che per il 2010 si avranno 120 milioni di ‘broadband home-users’”, ha annunciato Vincent Letang di Screen Digest, citando una ricerca (“Convergence”) realizzata per l’Unione Europea nel 2006. In Italia, lo scorso anno, la banda larga copriva il 35% del territorio. Le stime sulla speranza di incasso in Europa dai contenuti cinematografici solo in via VOD sempre per il 2010 si aggirano attorno a 1,2 bilioni di euro.
© RIPRODUZIONE RISERVATAIn caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it







