Festa di Roma: Bettini, potrei lasciare la Fondazione se l’impegno politico fosse troppo oneroso

Alla presentazione della sezione Extra di Cinema. Festa internazionale di Roma (18-27 ottobre) il presidente della Fondazione Cinema per Roma, Goffredo Bettini, rispondendo a chi gli chiedeva se non temesse un festival troppo condizionato dalla politica, ha sottolineato quanto “sia la Fondazione l’Istituzione protagonista della Festa e non la politica, sia quella espressa dal Comune, dalla Provincia o Regione che, ancor meno, dai partiti”. E a rafforzare quest’ultima dichiarazione, Bettini, che in questo periodo è impegnato in prima persona nella nascita del Partito Democratico, ha annunciato che sarebbe “disposto a rinunciare alla presidenza della Fondazione nel caso in cui il mio impegno politico diventasse più oneroso”, allontanando così dei possibili dubbi sulla pur esistente e netta separazione tra i due incarichi. Detto questo, Bettini ha poi sottolineato che le “decisioni artistiche sono insindacabili da parte della Fondazione per tutte le sezioni” e nella fattispecie il direttore artistico di Extra, Mario Sesti, ha approfittato della platea per sostenere l’intenzione della Festa di Roma di “riformare il concetto tradizionale di festival cinematografico, almeno quello vigente in questi anni. Soprattutto in una sezione sperimentale ed eterogenea come Extra, composita anche di attività che coinvolgono gli autori-attori e spettatori in prima persona con incontri e conversazioni”. E tra gli incontri più attesi e “difficili da negoziare”, Sesti ha annunciato quello con il grande regista americano Terrence Malick, solitamente schivo a mostrarsi in pubblico, che interverrà alla Festa per parlare di cinema italiano, “a condizione che non ci siano fotografi durante la sua sessione”.

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