Festa del Cinema: Barbareschi, “un festival in stile Sundance”

“Condivido la posizione di Gianni Alemanno: la Festa del Cinema di Roma va profondamente rimodulata”. In un’intervista all’agenzia Il Velino, Luca Barbareschi, neodeputato del Pdl, dichiara di essere d’accordo con il nuovo sindaco della Capitale in merito ai cambiamenti che dovrebbe toccare il festival romano. “Così come è concepita, la Festa del Cinema di Roma rischia di essere il doppione di Venezia”, ha affermato ieri Alemanno in un’intervista nel programma Mediaset “Panorama del giorno”, specificando che l’obiettivo sarebbe dedicare il festival ai film italiani “più che sulle star di Hollywood, in maniera tale da promuovere la nostra cinematografia”. Barbareschi sposa in pieno il progetto di Alemanno: “Non significa che adesso la Festa del Cinema di Roma rifiuterà le grandi stelle americane, ma queste devono venire nella Capitale a spese loro – spiega l’esponente Pdl -. Va creato, cioè, un meccanismo da festival virtuoso dove competizione e qualità, unite alla promozione del cinema italiano ed europeo, finiscano per attirare le star di Hollywood. Roma – prosegue Barbareschi – deve ripercorrere il percorso compiuto negli Stati Uniti dal Sundance Film Festival: Robert Redford non ha mai tirato fuori un centesimo per portare le stelle alla manifestazione, ma la qualità e la credibilità dell’evento è così cresciuta negli anni che oggi tutte sperano di andarci”. Barbareschi concorda anche sulla proposta di legare la Festa del Cinema alla consegna dei David di Donatello. “Potrebbe venire fuori una manifestazione di alto profilo istituzionale, magari invitando il presidente della Repubblica. Diventerebbe una kermesse di grandissimo prestigio come il Festival di Cannes. La Festa del Cinema di Roma andrebbe anche riposizionata pensando a quella che è la stagione cinematografica in Italia. Non ha alcun senso organizzarla in un momento in cui la stagione non è ancora terminata. Si dovrebbe svolgere quando è tutto finito e ogni prodotto può competere alla pari. Chiaramente – specifica Barbareschi – sono solo ipotesi che andranno discusse con gli esecutori e i produttori. L’importante è che non si svolgano più feste del cinema che servano solo a fare campagna elettorale”.

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