Da una parte è stato approvato un nuovo decreto per i contributi in conto capitale, dall’altra c’è sempre il problema risorse disponibili da parte del Ministero die Beni Culturali. Il quadro è stato tracciato ieri a Sorrento nell’ambito del seminario Anec di aggiornamento per esercenti. Enrico Di Mambro (Agis), ha specificato: “A metà ottobre è stato promulgato il decreto per il credito in conto capitale che sconta, però, la carenza di risorse finanziarie. Oltre a una revisione delle aliquote, che rimangono comunque in linea con quelle precedenti, il meccanismo del conto capitale rimane invariato ma le risorse e i mezzi sono ridotti. Viene introdotto, però, il principio del riparto; precedentemente, per quanto riguarda i contributi in conto capitale, si era abituati a rimborsi che coprivano il 60% dell‘investimento; con il nuovo meccanismo, l’ammontare del contributo sarà definito a fine anno a seconda della disponibilità delle risorse. Nel 2014 si avrà la certezza di quanto un esercente potrà avere come contributo per i lavori svolti, se il 60% degli investimento o meno“. Ha continuato Di Mambro: “Ricordiamo che ad oggi c’è un arretrato di 14-15 milioni di euro che dal 2009 devono essere riconosciuti all‘esercizio, questo è il problema; queste pratiche sono ancora ferme al Ministero e ad esse sarà data un’attenzione particolare. Per il 2013 c’è una disponibilità economica di 5 milioni che saranno utilizzati con priorità per le pratiche in sospeso. Gli altri 11 milioni di arretrato saranno corrisposti se nel Fus 2013 e 2014 ci sarà una disponibilità economica sufficiente per queste necessità. Speriamo che venga prorogato il più a lungo possibile il meccanismo di tax credit. Il cinema non è mai riuscito a sfruttare lo stanziamento dei 90 milioni annuali e quindi le risorse inutilizzate possono rientrare nel Fus. Anche così possono derivare risorse aggiuntive per l’esercizio”. Più pessimista Luigi Grispello (Anec): “A mio avviso c’è una involuzione; queste novità non vanno a vantaggio delle esigenze del settore. C’è scarsità di risorse e il meccanismo è complicato e non so quanto incentivi gli esercenti a fare investimenti. I cinema hanno bisogno di essere aiutati ma lo Stato non ha risorse disponibili“. Ha concluso Di Mambro: “Non dimentichiamo il tax credit che è pienamente funzionante anche per quanto riguarda la cedibilità del credito che può essere sfruttato dalle piccole o piccolissime aziende. Inoltre, la Ue sta per approvare la normativa sul digitale per superare il vincolo de minimis. Si spera che con lo sblocco in fase comunitaria ci possano essere risposte positive per il nostro settore anche con maggior disponibilità di fondi“.
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