EFA 2026, tra i vincitori anche il film di Greta Scarano

Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, ha commentato: «A Greta Scarano le nostre congratulazioni per aver saputo costruire una storia che riesce a parlare di disabilità senza vittimismi, e di rapporti familiari complessi con allegria e sincerità»
efa 2026 greta scaranoCr. Gerald Matzka/Getty Images

La 38ª edizione degli European Film Awards ha cambiato passo e calendario, spostandosi eccezionalmente dal consueto appuntamento di dicembre al 17 gennaio 2026, con la cerimonia a Berlino. Una scelta pensata per incastrarsi meglio in una stagione dei premi sempre più “globale”, e che – oltre a una serata ricca di nomi pesanti – ha regalato anche un motivo d’orgoglio all’Italia: Greta Scarano ha infatti portato a casa l’European Young Audience Award con La vita da grandi, segnale importante per un titolo capace di parlare al pubblico più giovane e di farsi notare nel contesto europeo.

«Un folgorante esordio alla regia quello di Greta Scarano – commenta Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai CinemaL’incredibile storia vera dei fratelli Tercon e il tono leggero con cui la regista affronta un tema delicato come l’autismo, hanno conquistato i giovanissimi giurati degli EFA, tutti ragazzi sotto i 20 anni. A Greta Scarano le nostre congratulazioni per aver saputo costruire una storia che riesce a parlare di disabilità senza vittimismi, e di rapporti familiari complessi con allegria e sincerità. Un film vitale e originale costruito con grande equilibrio, nel quale la regista si muove con abilità ottenendo effetti di forte empatia con i personaggi e con la storia, senza mai scivolare nella retorica. Il premio dei giovani giurati conferma ancora una volta che il pubblico sa accogliere storie non convenzionali legate a temi sociali se mostrate nella giusta chiave di racconto».

A dominare la notte, però, è stato soprattutto Sentimental Value, vero e proprio rullo compressore della manifestazione: il film ha trionfato con sei vittorie complessive, diventando il titolo-simbolo di questi EFA. Il riconoscimento più prestigioso, quello per il miglior film europeo, è finito proprio a Sentimental Value, che ha poi consolidato la sua supremazia anche nelle categorie chiave. Joachim Trier è stato premiato come miglior regista e, insieme a Eskil Vogt, ha firmato anche la vittoria per la migliore sceneggiatura europea. A completare il pacchetto di premi “pesanti” ci sono le statuette per i protagonisti: Renate Reinsve miglior attrice europea e Stellan Skarsgård miglior attore europeo. Nel conto finale rientra anche il premio per la miglior musica, assegnato a Hania Rani sempre.

Alle sue spalle si è messo in evidenza Sirāt di Oliver Laxe, che ha chiuso la serata con cinque European Film Awards, raccogliendo riconoscimenti soprattutto sul terreno tecnico e artigianale: fotografia (Mauro Herce), casting (Nadia Acimi, Luís Bértolo e María Rodrigo), montaggio (Cristóbal Fernández), suono (Laia Casanovas, Amanda Villavieja e Yasmina Praderas) e scenografia/production design (Laia Ateca). Un bottino che sottolinea la forza del progetto anche nella costruzione visiva e nella cura della messa in scena. Tra gli altri vincitori, il premio per il miglior documentario europeo è andato a Fiume o Morte! di Igor Bezinović, mentre Bugonia ha raccolto il riconoscimento per trucco e acconciature (Torsten Witte).

Spazio anche ai riconoscimenti speciali: il premio per l’European achievement in world cinema è andato alla regista italiana Alice Rohrwacher, mentre Liv Ullmann ha ricevuto l’equivalente EFA del premio alla carriera e ha commentato con una battuta tagliente un riferimento legato al Nobel: «Abbiamo leggi che dicono che se fai un uso improprio del Premio Nobel, lo riprendiamo. Qualcuno al potere negli Stati Uniti potrebbe essere deluso. Lo perderà… Sono felice».

Nel complesso, questi European Film Awards hanno fotografato un 2026 in cui Sentimental Value si è preso la scena con una cinquina “allargata” di premi principali, ma con un sottotesto chiarissimo: l’Europa continua a valorizzare tanto i grandi titoli quanto i percorsi che passano dal talento, dalla tecnica e – sì – anche da una piccola, significativa, gloria italiana.

Tutti i vincitori degli EFA 2026

Miglior film europeo

  • Afternoons of Solitude
  • Arco
  • Dog of God
  • Fiume o Morte!
  • It Was Just an Accident
  • Little Amelie
  • Olivia and the Invisible Earthquake
  • Riefenstahl
  • Sentimental Value
  • Sirāt
  • Songs of Slow Burning Earth
  • Sound of Falling
  • Tales From the Magic Garden
  • The Voice of Hind Rajab
  • With Hasan in Gaza

Miglior regia europea

  • Yorgos Lanthimos – Bugonia
  • Oliver Laxe – Sirāt
  • Jafar Panahi – It Was Just an Accident
  • Mascha Schilinski – Sound of Falling
  • Joachim Trier – Sentimental Value

Miglior attrice europea

  • Leonie Benesch – Late Shift
  • Valeria Bruni Tedeschi – Duse
  • Léa Drucker – Case 137
  • Vicky Krieps – Love Me Tender
  • Renate Reinsve – Sentimental Value

Miglior attore europeo

  • Sergi López – Sirāt
  • Mads Mikkelsen – The Last Viking
  • Toni Servillo – La Grazia
  • Stellan Skarsgård – Sentimental Value 
  • Idan Weiss – Franz

Miglior sceneggiatura europea

  • Santiago Fillol, Oliver Laxe – Sirāt
  • Jafar Panahi – It Was Just an Accident
  • Mascha Schilinski, Louise Peter – Sound of Falling
  • Paolo Sorrentino – La Grazia
  • Eskil Vogt, Joachim Trier – Sentimental Value 

Miglior documentario europeo

  • Afternoons of Solitude
  • Fiume o Morte!
  • Riefenstahl
  • Songs of Slow Burning Earth
  • With Hasan in Gaza

Miglior film d’animazione europeo

  • Arco 
  • Dog of God
  • Little Amelie
  • Olivia and the Invisible Earthquake
  • Tales From the Magic Garden

Miglior colonna sonora europea

  • Hania Rani – Sentimental Value
  • Jerskin Fendrix – Bugonia
  • Michael Fiedler, Eike Hosenfeld – Sound of Falling

Miglior fotografia europea

  • Mauro Herce – Sirāt 
  • Fabian Gamper – Sound of Falling
  • Manu Dacosse – The Stranger

Miglior montaggio europeo

  • Yorgos Mavropsaridis – Bugonia
  • Toni Froschhammer – Die My Love
  • Cristóbal Fernández – Sirāt 

Miglior scenografia europea

  • James Price – Bugonia
  • Jørgen Stangebye Larsen – Sentimental Value
  • Laia Ateca – Sirāt 

Migliori costumi europei

  • Ursula Patzak – Duse
  • Michaela Horáčková Hořejší – Franz
  • Sabrina Krämer – Sound of Falling 

Miglior casting europeo

  • Yngvill Kolset Haga, Avy Kaufman – Sentimental Value
  • Nadia Acimi, Luís Bértolo, María Rodrigo – Sirāt 
  • Karimah El-Giamal, Jacqueline Rietz – Sound of Falling

Miglior trucco e acconciature europei

  • Torsten Witte – Bugonia 
  • Gabriela Poláková – Franz
  • Irina Schwarz, Anne-Marie Walther – Sound of Falling

Miglior sound design europeo

  • Johnnie Burn – Bugonia
  • Laia Casanovas, Amanda Villavieja, Yasmina Praderas – Sirāt 
  • Gwennolé Le Borgne, Marion Papinot, Lars Ginzel, Elias Boughedir, Amal Attia – The Voice of Hind Rajab

Miglior opera prima europea – Prix FIPRESCI

  • Little Trouble Girls
  • My Father’s Shadow
  • On Falling 
  • One of Those Days When Hemme Dies
  • Sauna
  • Under the Grey Sky

Premio del pubblico giovane europeo

  • Arco
  • I Accidentally Wrote a Book
  • La vita da grandi

Miglior cortometraggio europeo – Prix Vimeo

  • Being John Smith
  • City of Poets 
  • L’Avance
  • Man Number 4
  • The Flowers Stand Silently, Witnessing
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