Il Natale è, da sempre, il periodo più redditizio dell’anno per il box office italiano. Ed è inevitabile che tutti vogliano ritagliarsi il proprio spazio. Negli ultimi anni, però, la concentrazione delle uscite sta raggiungendo livelli tali da rischiare di trasformare un’opportunità in un problema per l’intera filiera. Già un anno fa avevamo evidenziato con largo anticipo i rischi dello scontro frontale tra Avatar – Fuoco e cenere e Buen Camino, due titoli che avevano finito per occupare gran parte degli schermi disponibili, comprimendo inevitabilmente lo spazio riservato al resto dell’offerta. Il risultato è stato un mercato sbilanciato, con molti film costretti a contendersi le poche sale rimaste, e una programmazione squilibrata. Quest’anno lo scenario rischia di essere ancora più complesso, non a caso qualcuno ha già scelto di spostarsi verso periodi meno congestionati. Le major, ovviamente, hanno margini di manovra molto limitati, in quanto le strategie internazionali impongono date difficilmente modificabili.
Così, il 16 dicembre arriveranno Avengers: Doomsday (Disney) e Dune – Parte tre (Warner), mentre il 25 dicembre sarà la volta di Jumanji: Open World. Il vero nodo, però, riguarda l’offerta di cinema italiano, dove si rischia una vera e propria sovrapposizione tra produzioni nazionali destinate allo stesso pubblico. Il calendario prenderà il via a fine novembre con la nuova commedia con Ficarra e Picone La notte delle fragole (Medusa – 26 novembre), per proseguire con il nuovo film di Nanni Moretti Succederà questa notte (01 Distribution – 3 dicembre) e, a metà dicembre, con la nuova opera di Ferzan Ozpetek Nella gioia e nel dolore (Vision – 17 dicembre). Il 25 dicembre, invece, lo scontro diretto sarà tra due commedie italiane di grande richiamo: Salute! di Riccardo Milani (PiperFilm), con Antonio Albanese e Virginia Raffaele, e Bentornati al Sud di Luca Miniero (Medusa), con Claudio Bisio e Alessandro Siani. Purtroppo, quando troppi film si contendono gli stessi spettatori nelle stesse date, il rischio è che nessuno riesca a esprimere appieno il proprio potenziale. Le pressioni delle distribuzioni aumenteranno, gli esercenti saranno chiamati a scelte sempre più difficili e, inevitabilmente, qualcuno pagherà il prezzo di una programmazione troppo compressa. Ci si chiede, allora, se abbia ancora senso continuare a concentrare così tante uscite in poche settimane, confidando che il mercato sia sufficientemente grande per assorbirle tutte. La storia recente suggerisce il contrario. Il vero obiettivo non dovrebbe essere vincere la battaglia del Natale, bensì allungare la stagione cinematografica. Altrimenti il rischio è che, nella corsa a conquistare il periodo più ricco dell’anno, a perdere siano tutti.
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