Editoriale: Esercizio-Distribuzione, collaborare prima per lavorare meglio

L'analisi del responsabile di Box Office, Paolo Sinopoli, pubblicata sul numero della rivista di aprile 2026
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Negli ultimi anni non sono mancati segnali importanti di riavvicinamento tra esercizio e distribuzione, sia sul piano associativo sia nei rapporti tra singole società. Anche appuntamenti come gli AnecLab si sono confermati occasioni virtuose di confronto e condivisione, così come si sono moltiplicati gli strumenti che i distributori mettono a disposizione degli esercenti attraverso portali e canali dedicati. Sono passi importanti nella direzione di una collaborazione che può produrre benefici reciproci. Questo, naturalmente, non significa che le frizioni siano scomparse. Ci sono ancora punti di attrito, in parte inevitabili, in un mercato sempre più affollato, stretto tra un alto numero di uscite, film che faticano a trovare spazio e richieste di tenitura spesso difficili da conciliare con la realtà del botteghino. Le ragioni di queste tensioni sono note a tutti e non è questa la sede per tornarci sopra. C’è, però, un terreno sul quale si può ancora fare un salto di qualità: quello della collaborazione preventiva. In altre parole, lavorare insieme prima, con maggiore anticipo e maggiore continuità. Un primo punto riguarda la visione dei film. Consentire agli esercenti di vedere i titoli per tempo è uno strumento concreto per aiutarli a comprenderne meglio il potenziale, il pubblico di riferimento e le eventuali criticità. Da qui deriva un secondo aspetto, altrettanto decisivo: la costruzione condivisa delle strategie di lancio. Quando esercizio e distribuzione si confrontano in anticipo, diventa più facile immaginare iniziative mirate sui territori, attivare partnership locali, coinvolgere comunità, scuole, associazioni e nuovi pubblici, nel tentativo di trasformare l’uscita di un film in un’occasione di evento, a prescindere dalle sue dimensioni. E questo obiettivo si raggiunge più facilmente se distribuzione ed esercizio smettono di considerarsi interlocutori che si attivano unicamente a ridosso dell’uscita e iniziano invece a lavorare come partner con largo anticipo. Perché se è vero che il mercato lo fa la qualità del prodotto, è altrettanto vero che a determinare il risultato è la qualità del percorso costruito attorno al film. Percorso che oggi, più che mai, esercizio e distribuzione devono imparare a progettare insieme.

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