Il 2025 è stato un anno eccezionale per il cinema italiano. Non c’è nessuna iperbole: i dati parlano chiaro. La produzione nazionale ha registrato incassi per 162,4 milioni di euro, con 22,7 milioni di biglietti venduti, il miglior risultato dal 2016 a oggi. Nel corso dell’anno la quota di mercato del cinema italiano è stata pari al 32,7% degli incassi e al 33,3% delle presenze, superando nettamente la media del decennio 2010-2019 (26,2% per gli incassi e 27,1% per le presenze).
Se le sale cinematografiche italiane hanno chiuso il 2025 sostanzialmente in pareggio rispetto agli incassi del 2024 e del 2023, lo si deve in larga parte proprio ai film italiani. In primis, certo, a Checco Zalone e al suo Buen Camino (Medusa Film), che da solo ha incassato 36 milioni di euro dal 25 dicembre, quando è uscito, sino alla fine dell’anno per poi arrivare a febbraio a oltre 76 milioni di euro. Ma, come vedremo, anche al netto del fenomeno Zalone il cinema italiano nel 2025 ha mostrato una tenuta e una vitalità tutt’altro che scontate.
Nel confronto diretto con il cinema hollywoodiano, la performance della produzione nazionale risulta infatti ancora più evidente. Se nel 2025 il cinema americano ha registrato un -24,7% di incassi rispetto al 2024, il cinema italiano ha segnato un +34%. L’offerta di prodotto internazionale è stata insomma molto meno ricca e trainante rispetto al passato, e i film italiani sono riusciti a sopperire a questa mancanza.
La forza del cinema italiano emerge con chiarezza anche nel confronto coi mercati esteri. Grazie alla solidità della produzione nazionale, come si diceva, l’Italia ha chiuso il 2025 in sostanziale pareggio rispetto al 2024, mentre Spagna e Francia, prive quest’anno di grandi successi locali paragonabili a quelli delle annate precedenti, hanno registrato flessioni rispettivamente del -8% e del -13,6% sulle presenze. In crescita, invece, il mercato tedesco (+7,3%), che, come quello italiano, ha controbilanciato la debolezza dell’offerta americana con produzioni nazionali capaci di intercettare il pubblico.
Un altro dato significativo riguarda il confronto con il periodo pre-pandemico. Se il cinema hollywoodiano continua a mostrare segnali di sofferenza, il cinema italiano è tornato pienamente ai livelli pre-Covid già nel 2023 e nel 2024. Nel 2025 ha fatto addirittura meglio: rispetto al periodo pre-pandemia (media 2017-18-19), i film italiani segnano un +33% sugli incassi e un +18% sulle presenze.

Questo andamento positivo sembra proseguire anche all’inizio del 2026. Il 15 gennaio è uscito La grazia di Paolo Sorrentino (PiperFilm), che ha fatto registrare la migliore apertura di sempre per un film del regista, arrivando poi a superare il milione di presenze per oltre 7 milioni di euro di box office. Da evidenziare anche il risultato del nuovo film di Gabriele Muccino Le cose non dette, uscito il 29 di gennaio, e arrivato a 6,7 milioni di euro, della commedia Agata Christian – Delitto sulle nevi, uscita il 5 febbraio, con Lillo e Christina De Sica a quota 3,7 milioni di euro. Ma anche la lunga tenitura di Primavera, opera prima, con Tecla Insolia e Michele Riondino (qui nei panni di Vivaldi), dell’acclamato registra teatrale Damiano Michieletto, che, uscito il 25 dicembre, ha avuto un bel passaparola nelle settimane successive ed è arrivato a fine corsa a più di 2,5 milioni di euro.
NON SOLO ZALONE
È indubbio che Zalone abbia fatto la differenza: Buen Camino da solo rappresenta il 22,2% del totale degli incassi della produzione italiana nel 2025. Ma anche il resto del cinema nazionale ha performato positivamente. La quota di mercato del cinema italiano, che a fine anno si è attestata al 32,7%, era già pari al 29% delle presenze totali a metà dicembre, prima dell’uscita in sala di Buen Camino; addirittura tra gennaio e marzo 2025, era arrivata al 44%. Dati che confermano come il risultato complessivo non sia imputabile esclusivamente a un singolo titolo.
Nel corso del 2025, sei film italiani hanno poi superato il milione di presenze: Buen Camino (4,4 milioni), FolleMente (2,4 milioni), Diamanti (1,3 milioni nel 2025, ma oltre 2 milioni sommando le admission del 2024), Io sono la fine del mondo (1,2 milioni), Oi vita mia (1,1 milioni) e La vita va così (1 milione). Un traguardo importante, soprattutto considerando la varietà di generi, stili e pubblici di riferimento dei titoli citati, che vanno dalla commedia coi volti più popolari (Zalone, ma anche Pio e Amedeo) a quella high concept di Paolo Genovese, dal cinema autoriale ma di ampio respiro di Ferzan Ozpetek all’umorismo scorretto di Angelo Duro, capace di parlare ai giovanissimi, fino alle storie più a sfondo sociale dirette da Riccardo Milani.
I FILM PIÙ VISTI
Analizzando la Top 10 dei film italiani di maggiore successo del 2025, il primo posto spetta, come detto, a Buen Camino (Medusa Film) di Gennaro Nunziante. Uscito in sala il 25 dicembre, in soli sette giorni di programmazione ha incassato 36 milioni di euro per oltre 4,4 milioni di presenze. A febbraio ha superato poi i 76 milioni di euro e i 9,5 milioni di biglietti, diventando il film di maggiore incasso di sempre al box office italiano e quello più visto dell’era Cinetel. Secondo posto per FolleMente (01 Distribution) con 17,9 milioni di euro. Un ottimo risultato per questa commedia corale che conferma la capacità di Paolo Genovese di intercettare un pubblico ampio attraverso una costruzione narrativa sofisticata. È il miglior incasso della sua carriera, superiore anche a Perfetti sconosciuti. Chiude il podio Diamanti (Vision) di Ferzan Ozpetek. Uscito a dicembre 2024, il film ha avuto una lunghissima coda, incassando 9,8 milioni di euro nel solo 2025.
Al quarto posto Io sono la fine del mondo (Vision), esordio al cinema di Angelo Duro. Una scommessa vinta per il comico scorrettissimo e amato sul web, anche grazie alla regia di Nunziante, che ha costruito una storia con un arco narrativo compiuto e personaggi (anche secondari) non abbozzati. Il film ha avuto soprattutto il merito di portare in sala quel pubblico under 25 tradizionalmente più attratto dal cinema statunitense e diffidente verso la produzione nazionale.
Quinta posizione per Oi vita mia (PiperFilm), nuova commedia di Pio e Amedeo che, con 8,5 milioni di euro, migliorano sensibilmente la performance di Come può uno scoglio (4,2 milioni di euro nel 2023) mostrando la capacità del duo pugliese di allargare i confini geografici del suo pubblico di riferimento.
Nella seconda metà della classifica troviamo La vita va così (Medusa) di Riccardo Milani con 6,9 milioni di euro; L’abbaglio (01) di Roberto Andò con 3,4 milioni di euro, con Servillo insieme a Ficarra e Picone, stessa squadra di La stranezza (che però era andato meglio con 5,7 milioni di euro); Le assaggiatrici (Vision) di Silvio Soldini, grande prova per il regista che ha diretto un cast internazionale adattando per il cinema l’omonimo romanzo di Rosella Postorino sulla storia vera di un gruppo di giovani donne costrette ad assaggiare i pasti destinati a Hitler per testare che non fossero avvelenati; e la coproduzione italiana Maria (01) di Pablo Larraín con Angelina Jolie nei panni di Maria Callas.

SORPRESE E PICCOLI-GRANDI SUCCESSI
Fuori dalla Top 10, va segnalato il caso di Le città di pianura (Lucky Red), secondo film di Francesco Sossai, surreale e strampalato on the road tra i paesaggi veneti. Uscito inizialmente in poche sale del Triveneto dopo la presentazione al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard, ha poi ampliato progressivamente la distribuzione, arrivando a raccogliere 1,7 milioni di euro. Un risultato significativo per un film indipendente, con un cast non mainstream e una narrazione non convenzionale.
TROPPA CONCENTRAZIONE DEGLI INCASSI SU POCHI TITOLI
Accanto ai risultati positivi, restano le criticità strutturali del nostro cinema che vengono evidenziate da anni e anni, e ripetute come un disco rotto ad ogni occasione di analisi e confronto. La prima è la forte concentrazione degli incassi. Nel 2025, i primi 10 titoli italiani su 492 usciti hanno generato il 64% degli incassi nazionali; i primi 15 arrivano al 71%. Una dinamica già presente negli anni precedenti (nel 2024, la Top 10 contava il 48%; nel 2023, con Cortellesi, era al 59%), ma ancor più accentuata quest’anno dalla presenza di Zalone. Dei 492 titoli usciti nel 2025, poi, solo 24 sono arrivati a fine anno a superare un incasso di 1 milione di euro, ovvero il 5% del totale: una percentuale ancora più bassa di quella già esigua del 2024 (6,2%), e lontana da quella del pre-Pandemia (circa 11-13%).
TROPPE USCITE
Seconda criticità macroscopica è quella della sovrabbondanza di uscite. Nel 2025 sono arrivati in sala 492 film di produzione italiana, 29 in più rispetto al 2024. Di questi, 218 titoli erano documentari, ovvero quasi la metà dell’offerta complessiva, pari al 47,2% del totale, in ulteriore crescita rispetto al 42,7% del 2024. Elevato anche il numero dei cosiddetti “film piccoli”, ovvero quelli distribuiti in meno di 50 cinema: 146 titoli sul totale (il 30%). È evidente come un’industria sana debba sostenere e garantire spazio anche alle opere indipendenti e ai documentari, che raramente hanno potenzialità di grandi incassi ma sono fondamentali per dare visibilità a voci diverse, a opere prime, sperimentali e a progetti dal forte valore artistico, nell’ottica di preservare quell’eccezione culturale indispensabile per la vitalità del settore. Tuttavia, questi numeri sono sproporzionati rispetto al potenziale pubblico di riferimento, e la sovrabbondanza di uscite minori appare ancora più evidente se messa a confronto con il periodo pre-Covid, quando i documentari erano in media 61 all’anno e i film distribuiti in meno di 50 sale erano 75, circa la metà rispetto ai livelli attuali.

TROPPA STAGIONALITÀ
Un’altra criticità riguarda la stagionalità. Come da (cattiva) tradizione, anche nel 2025 il cinema italiano si è praticamente eclissato tra giugno e agosto: in estate la quota di mercato dei film italiani è scesa a livelli marginali (7% nel 2025, in linea con il 7,2% del 2024). Debole anche maggio e giugno, mesi che tradizionalmente ospitavano le uscite dei titoli presentati al Festival di Cannes: nel 2025 l’unico caso è stato Fuori, che ha comunque funzionato bene, ma è rimasto isolato. Ciò non significa che d’estate gli italiani non vedano i film italiani. Nelle arene estive, infatti, i titoli nazionali sono tra i più visti, seppur si tratti di film usciti mesi e mesi prima: i cinque film più visti dell’estate 2025 nelle arene sono stati infatti FolleMente, Le assaggiatrici, Diamanti, Fuori e Napoli-New York, tutti usciti – con l’eccezione del film di Martone – tra dicembre e marzo.



L’IMPORTANZA DELLA QUALITÀ MEDIA. IL CINEMA DEVE TORNARE A ESSERE UN’ABITUDINE
Per dare ulteriori sfumature di significato a tutti questi numeri e dati sul cinema e italiano, è utile guardare anche alla ricerca “Sala e Salotto”, promossa da ANICA e realizzata da Ergo Research. Dall’analisi sulla percezione del cinema italiano emerge un giudizio complessivamente positivo, ma con ampi margini di miglioramento: due spettatori su tre riconoscono un aumento della qualità media dei film nazionali, mentre quasi l’80% chiede più spazio al nuovo, con nuovi talenti, volti e sguardi – anche femminili – in sceneggiatura e regia. Allo stesso tempo, 56 spettatori su 100 si sentono solo debolmente “rispecchiati” dalle scelte narrative, ritenute poco rappresentative delle loro storie, dei coetanei e della realtà contemporanea. Il segnale è, quindi, quello di una fiducia crescente verso una produzione che ha ampliato generi e linguaggi, ma che deve ancora rafforzare il legame con il pubblico più giovane, oggi centrale per la fruizione in sala: nel 2025 il 39% del pubblico era quello degli under 25.
Nel 2025, i film italiani hanno invece intercettato poco il target under 25. Dalle Movie Map di CinExpert (ved. sotto), che collocano i 25 film di maggiore incasso del 2024 e del 2025 in base a età e genere del pubblico, emerge come nel 2025 i quadranti degli under 25 siano occupati solo da Io sono la fine del mondo e Io sono Rosa Ricci, mentre nel 2024 i successi rivolti a questo target erano stati più numerosi. Si tratta di dinamiche anche cicliche, ma resta fondamentale continuare a investire in un cinema italiano capace di parlare a ragazzi e giovanissimi. E a proposito di giovanissimi, è vitale investire sul cinema per bambini e ragazzi, considerando la quasi assenza di una produzione nazionale family e d’animazione pensata per la sala per loro, a differenza di quanto avviene in Spagna,Germania e Francia. Sarebbe invece crucialeche anche i bambini italiani possano crescere nutrendosi di immaginari cinematografici nazionali, e non solo dei prodotti delle major hollywoodiane.


In conclusione, il 2025 è stato un anno eccezionale per il cinema italiano. Ma l’obiettivo è fare in modo che non resti un’eccezione. Occorre lavorare sulle criticità strutturali, consolidare la qualità media, ridurre la stagionalità e rafforzare il legame con il pubblico giovane. Zalone ha riportato in sala spettatori che mancavano da anni. Ora il cinema italiano deve fare il passo successivo: tornare a essere un’abitudine.
I FILM ITALIANI COI MAGGIORI INCASSI AD OGGI
1) BUEN CAMINO (MEDUSA FILM; 25/12/25): 76.475.132 €
2) QUO VADO? (MEDUSA FILM; 01/01/16): 65.365.736 €
3) SOLE A CATINELLE (MEDUSA FILM; 31/10/13): 51.948.739 €
4) TOLO TOLO (MEDUSA FILM; 01/01/20): 46.208.356 €
5) CHE BELLA GIORNATA (MEDUSA FILM; 05/01/11) 43.477.162 €
6) C’E’ ANCORA DOMANI (VISION; 26/10/23) 36.908.291 €
7) LA VITA E’ BELLA (C.G.D.-CECCHI GORI DIST; 18/12/97): 31.233.993 €
8) BENVENUTI AL SUD (MEDUSA FILM; 01/10/10): 29.872.747 €
9) CHIEDIMI SE SONO FELICE (MEDUSA FILM; 15/12/00): 28.459.852 €
10) NATALE SUL NILO (FILMAURO; 20/12/02) 28.297.578 €
11) IL CICLONE (C.G.D.-CECCHI GORI DIST.; 13/12/96) 28.085.918 €
12) BENVENUTI AL NORD (MEDUSA FILM; 18/01/12) 27.194.040 €
13) PINOCCHIO (2002) (MEDUSA FILM; 11/10/02): 26.197.562 €
14) FUOCHI D’ARTIFICIO (C.G.D.-CECCHI GORI DIST.; 15/10/97): 25.878.172 €
15) IL PARADISO ALL’IMPROVVISO (MEDUSA FILM; 19/12/03): 24.954.365 €
I FILM ITALIANI CON LE MAGGIORI PRESENZE DAL 1995 AD OGGI
1)BUEN CAMINO (MEDUSA FILM; 25/12/25): 9.546.606
2) QUO VADO? (MEDUSA FILM; 01/01/16): 9.368.154
3) SOLE A CATINELLE (MEDUSA FILM; 31/10/13): 8.025.608
4) CHE BELLA GIORNATA (MEDUSA FILM; 05/01/11): 6.831.777
5) TOLO TOLO (MEDUSA FILM; 01/01/20) 6.676.303
6) LA VITA E’ BELLA (C.G.D.-CECCHI GORI; 18/12/97) 5.728.213
7) C’E’ ANCORA DOMANI (VISION; 26/10/23) 5.462.513
8) IL CICLONE (C.G.D.-CECCHI GORI; 13/12/96): 5.229.938
9) CHIEDIMI SE SONO FELICE (MEDUSA FILM; 15/12/00) 4.963.609
10) BENVENUTI AL SUD (MEDUSA FILM; 01/10/10) 4.927.557
11) FUOCHI D’ARTIFICIO (C.G.D.-CECCHI GORI; 15/10/97) 4.749.884
12) NATALE SUL NILO (FILMAURO; 20/12/02) 4.613.583
13) PINOCCHIO (2002) (MEDUSA FILM; 11/10/02); 4.571.045
14) BENVENUTI AL NORD (MEDUSA FILM; 18/01/12) 4.288.858
15) IL PARADISO ALL’IMPROVVISO (MEDUSA FILM; 19/12/03) 4.014.527
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