È morta a Roma Silvia d’Amico, produttrice e sceneggiatrice che per decenni ha attraversato alcuni dei capitoli più importanti del cinema italiano. Aveva 85 anni ed era figlia della sceneggiatrice Suso Cecchi d’Amico e del musicologo Fedele d’Amico, all’interno di una famiglia profondamente legata alla storia culturale e cinematografica del Paese.
Nata a Roma il 2 dicembre 1940, d’Amico aveva studiato filologia e letteratura russa prima di avvicinarsi al cinema. Nei primi anni Sessanta collaborò, senza essere accreditata, alla sceneggiatura de Il brigante di Renato Castellani, uscito nel 1961. Da lì prese il via un percorso professionale sviluppato tra scrittura e produzione, per il cinema e per la televisione.
Una parte centrale della sua carriera fu legata a Roberto Rossellini, con il quale ebbe anche una relazione sentimentale tra il 1974 e il 1977. Per il regista lavorò alla produzione di Anno Uno nel 1974 e successivamente a Il Messia, uscito nel 1975. Partecipò inoltre al documentario televisivo Concerto per Michelangelo, realizzato nel 1976 per Rai 2, occupandosi anche della sceneggiatura.
Nel corso degli anni Silvia d’Amico collaborò con numerosi autori e registi del cinema italiano ed europeo. Tra i titoli legati alla sua attività produttiva figurano State buoni se potete di Luigi Magni, Le due vite di Mattia Pascal di Mario Monicelli, I soliti ignoti vent’anni dopo di Amanzio Todini e Oci ciornie di Nikita Mikhalkov. Nel suo percorso compaiono inoltre Caccia alla vedova di Giorgio Ferrara e Il naso di Lina Wertmüller.
La notizia della sua scomparsa è stata accompagnata anche dal cordoglio della Fondazione Franco Zeffirelli, che ha ricordato il lungo rapporto personale e professionale tra il regista e la famiglia d’Amico e ha espresso vicinanza alla sorella Caterina d’Amico, direttrice del Museo Franco Zeffirelli, e agli altri familiari.
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Cr. Elisabetta A. Villa/Getty Images




