Disney investirà sempre di più nei videogiochi?

Tra le novità annunciate nelle ultime ore, anche lo spostamento della divisione Games da Experiences a Entertainment. Un passaggio interessante e in linea con quanto fatto dalla Casa di Topolino in questi ultimi anni
logo disney e joystick per videogiochi

La nuova struttura di Disney Entertainment annunciata da Dana Walden inaugura una nuova fase per la major, chiamata a ridefinire i propri equilibri interni dopo la nomina di Josh D’Amaro come CEO. Tra le varie novità, una in particolare colpisce più delle altre: lo spostamento della divisione Games and Digital Entertainment guidata da Sean Shoptaw da Disney Experiences a Entertainment, accanto a film, televisione e streaming. Un cambio di collocazione che suggerisce una diversa centralità strategica del settore videoludico per il futuro dell’azienda.

Negli ultimi anni Disney ha gestito il proprio rapporto con i videogiochi seguendo un modello ben definito, lontano da quello dei grandi publisher tradizionali. Dopo l’esperienza di Disney Infinity, presentata nel 2013 come uno dei progetti più ambiziosi mai realizzati internamente ma che non ha dato i risultati sperati, la società ha progressivamente abbandonato la strada dello sviluppo diretto su larga scala, orientandosi invece verso un sistema basato sul licensing. In questo modello, Disney mantiene il controllo delle proprie proprietà intellettuali – da Star Wars a Marvel fino ai brand classici – affidando però lo sviluppo dei giochi a partner esterni. È il caso dei titoli di Star Wars realizzati da Electronic Arts e Respawn, così come delle produzioni legate a Marvel, spesso sviluppate da studi indipendenti o grandi publisher. Anche il rilancio di Lucasfilm Games ha seguito questa logica: più che uno studio interno, un marchio di coordinamento e supervisione creativa per progetti affidati a terzi.

Questo approccio ha garantito risultati solidi, permettendo a Disney di restare uno dei principali licensor del settore senza sostenere direttamente i costi e i rischi dello sviluppo. Allo stesso tempo, però, ha mantenuto i videogiochi in una posizione relativamente periferica rispetto al cuore dell’attività entertainment, più legata a cinema, televisione e streaming. È proprio questo equilibrio che oggi sembra iniziare a cambiare.

Il primo segnale concreto è arrivato nel 2024 con l’annuncio della partnership con Epic Games. Disney ha investito 1,5 miliardi di dollari per acquisire una partecipazione nella società e ha avviato lo sviluppo di un nuovo universo digitale integrato con Fortnite, descritto come il più grande ingresso della compagnia nel mondo dei videogiochi. Invece di concedere licenze per singoli titoli, la Casa di Topolino ha voluto creare spazio continuo in cui le IP Disney possano vivere, evolversi e interagire con il pubblico in forme nuove. Le parole di Bob Iger in quell’occasione hanno chiarito la portata dell’operazione, sottolineando come l’obiettivo fosse creare un ecosistema capace di unire intrattenimento, gioco e dimensione sociale in un’unica piattaforma. Parole che ritornano anche nel comunicato firmato da Dana Walden, nuova President e Chief Creative Officer di The Walt Disney Company, nel passaggio sullo spostamento della divisione di Sean Shoptaw:

Questo è un cambiamento importante e strategico che allinea più strettamente il nostro business dei videogiochi con Disney+ e Hulu, permettendoci di ampliare i modi in cui i fan possono interagire con le nostre storie, i nostri personaggi e i nostri mondi. Sono rimasta molto colpita da Sean. Ha una grande padronanza delle enormi opportunità che ci attendono, inclusa la nostra collaborazione con Epic Games per sviluppare un universo Disney connesso a Fortnite — e non vedo l’ora di portare avanti questa entusiasmante nuova partnership.

In questo contesto, il trasferimento della divisione Games sotto Disney Entertainment appare come un passaggio coerente e per certi versi “obbligato” dal mercato. I videogiochi non sono più un’estensione collaterale o un’attività legata al consumer products, ma appunto sono diventati uno dei canali attraverso cui le storie e i personaggi della major possono raggiungere il pubblico, al pari di cinema e streaming. Un cambio di prospettiva che riflette anche un’evoluzione più ampia dell’industria, dove i confini tra media tradizionali e interattivi sono sempre più sfumati. La domanda, a questo punto, è inevitabile: Disney investirà di più nei videogiochi? I segnali vanno in questa direzione, e si inseriscono in un contesto di mercato che spinge verso questa scelta.

Negli ultimi anni, il legame tra cinema, serie e videogiochi si è rafforzato, come dimostrano i risultati di film come Super Mario e Sonic, o il successo di adattamenti televisivi come The Last of Us e Fallout. Allo stesso tempo, il mercato globale dei videogiochi continua a crescere e, secondo le stime più recenti, raggiungerà circa 188 miliardi di dollari nel 2025. Numeri ai quali l’intero botteghino globale non può nemmeno sognarsi di raggiungere. In questo scenario, l’integrazione dei giochi dentro Disney Entertainment appare come una mossa naturale per una major che punta a valorizzare le proprie IP su più piattaforme possibili, intercettando un pubblico sempre più abituato a muoversi tra contenuti e formati diversi.

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