Disney, è finita l’era di Bob Iger: «Credo nel futuro»

Nel suo saluto, il CEO uscente rivendica il valore del percorso compiuto e affida l’azienda alla nuova guida di Josh D’Amaro
bob iger e logo disneyCr. Michael Reaves/Getty Images

Si chiude un’altra epoca in casa Disney, e questa volta è un addio definitivo. All’assemblea degli azionisti del 18 marzo 2026, Bob Iger ha salutato il gruppo lasciando ufficialmente la guida dell’azienda a Josh D’Amaro, mettendo così fine al suo secondo “regno” da amministratore delegato. Un passaggio di consegne che non rappresenta soltanto un cambio al vertice, ma la conclusione di una lunga e complessa fase della storia recente della compagnia, segnata da ritorni inattesi, crisi interne e dalla necessità di ridefinire il futuro di uno dei colossi più influenti dell’intrattenimento mondiale.

Per capire il peso di questa uscita bisogna guardare al percorso di Iger dentro Disney, iniziato addirittura nel 1974 ad ABC a New York e culminato nel 2005 con la nomina a CEO della Walt Disney Company. Da allora il suo nome è stato associato a una trasformazione profonda del gruppo, sia sul piano industriale sia su quello creativo. Sotto la sua guida Disney ha consolidato il proprio dominio a Hollywood grazie ad acquisizioni decisive, diventate nel tempo il marchio più evidente della sua leadership: Pixar, Marvel, Lucasfilm e poi 21st Century Fox  hanno ridefinito l’azienda, ampliandone a dismisura catalogo, la forza commerciale e il peso culturale su scala globale. È anche attraverso queste operazioni che Disney ha costruito la propria centralità nell’era dei franchise e dell’intrattenimento multipiattaforma.

Iger aveva già lasciato l’incarico alla fine del 2021 dopo quindici anni da CEO, salvo poi tornare nel novembre 2022, quando il consiglio di amministrazione decise di rimuovere Bob Chapek e richiamarlo al timone per rimettere ordine in un momento delicato. Nel suo discorso d’addio preregistrato, lo stesso Iger ha ricordato con nettezza quel contesto: «Apprezzo quanto sia un privilegio essere in questo settore. Non avrei mai sognato di diventare amministratore delegato della Walt Disney Company». Ripensando all’inizio della sua avventura nel 2005, ha aggiunto: «Quello che allora non avrei potuto sapere fino in fondo era quanto questo viaggio sarebbe diventato significativo».

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Nel suo saluto, Iger ha anche insistito sul valore del lavoro collettivo dentro l’azienda, rivendicando una visione della leadership come sostegno ai talenti più che come gesto individuale: «Ho sempre creduto che i leader non creino la magia – ha detto – il mio più grande privilegio è stato sostenere quel talento». E tornando sul suo rientro nel 2022, ha osservato: «Quando sono tornato nel 2022, le persone avevano perso fiducia in questa azienda». A poco più di tre anni di distanza, il dirigente ha però voluto lasciare un messaggio di fiducia nella nuova fase Disney: «Credo profondamente nel futuro di questa azienda, perché credo in Josh D’Amaro».

Il commiato si è chiuso con una frase dal tono apertamente personale, forse la più significativa dell’intervento: «Ha significato per me più di quanto io possa dire». Anche se Iger resterà in Disney fino alla fine del 2026 come senior adviser, il suo passo indietro segna la fine di una delle stagioni manageriali più importanti nella storia moderna dello studio. Per Disney comincia ora un nuovo capitolo, ma l’ombra lunga di Bob Iger continuerà inevitabilmente ad accompagnarlo.

Fonte: Variety

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