«Due o tre considerazioni sul passaggio televisivo de ‘La grande bellezza’. Ebbene sì, tutto il paese ha esultato alla notizia della vittoria agli Oscar del film di Sorrentino. Tutti sono saliti sul carro del vincitore, anche quelli che in questi anni, non solo non hanno fatto nulla per sostenere il nostro cinema, ma anzi hanno tentato di screditarlo decurtando i finanziamenti pubblici e accusandolo di parassitismo a spese dei contribuenti. Nessuno ha ricordato che il film è stato uno dei maggiori beneficiari dei finanziamenti pubblici del MIBAC (Ministero per i beni e le attività culturali) con oltre un milione di euro. Contributi pubblici, lo ricordo, che finanziano buona parte della produzione cinematografica italiana. Inoltre, in molti commenti sono scomparsi i coraggiosi coproduttori Nicola Giuliano e Francesca Cima della Indigo Film che insieme a Medusa hanno prodotto il film. Mentre è proprio la Indigo Film che ha sostenuto sin dall’inizio il lavoro di Sorrentino.Il giorno dopo la messa in onda tutti hanno sottolineato il grande successo di ascolti, ma pochi si sono soffermati sul fatto che il film non abbia retto alla prova televisiva. La pellicola infarcita di interruzioni pubblicitarie, notiziari, previsioni meteo e oltremodo dilatata, sino a durare oltre tre ore, ha perso infatti la sua “Grande bellezza”.Quando le associazioni dell’esercizio cinematografico hanno criticato la messa in onda su Canale 5 del film, il giorno dopo la consegna dell’Oscar, lo hanno fatto non solo per difendere gli interessi delle sale, ma anche per offrire la possibilità a tanti spettatori di vederlo nelle condizioni migliori, come era già avvenuto con altri film italiani vincitori di Oscar (ad es. ‘Mediterraneo’ o ‘La vita è bella’). Infatti un’opera come quella di Sorrentino, creata per il grande schermo, trasmessa in TV e in quelle condizioni ha perso molto del proprio valore. Riprova ne sono i tanti commenti non certo lusinghieri letti sui social media o sentiti fra la gente comune. Sicuramente Mediaset ha realizzato un business, ma non può vantarsi di aver fatto un’operazione di divulgazione culturale.Stupisce l’assuefazione anche degli autori che ormai non protestano più, ma accettano di vedere le proprie opere martoriate. Spiace che anche un altro grande regista come Gabriele Salvatores, intervistato da ‘Il Messaggero’ a proposito dell’Oscar a ‘La grande bellezza’ e dell’immediato passaggio televisivo, si sia avventurato in affermazioni in cui auspica l’uscita dei film contemporaneamente nelle sale, in VOD, in pay per view, in televisione, sul Web…Quello che l’amico Salvatores sottovaluta è che mentre oggi un film acquista un valore sicuro determinato dall’uscita nelle sale e solo successivamente con gli altri canali di sfruttamento (esattamente come avviene in tutto il mondo) stravolgere questo sistema non significa assolutamente aumentare gli introiti e tantomeno battere la pirateria. Forse non ci si rende conto che così invece si rischia di affossare le sale, senza alcuna certezza di maggiori introiti economici. E su questi temi sarebbe opportuno che tutti coloro che amano il cinema si interrogassero seriamente…». © RIPRODUZIONE RISERVATA In caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it