Al 30 giugno 2012 sono 21.789 gli schermi europei già passati al digitale: il 60,5% degli schermi totali che ammontano a 36mila. La Gran Bretagna ha digitalizzato l’86% del parco sale, la Francia l’80%, la Russia il 72%, la Germania il 54%, l’Italia il 47% e la Spagna il 43%. Solo due mercati molto particolari hanno compiuto la trasformazione: Norvegia (con la quasi totalità delle sale di proprietà pubblica) e Lussemburgo (con soli 33 schermi). Sono alcuni dei dati presentati durante il convegno “Dal 35mm al digitale: l’ora dello switch-off” promosso da Media Salles all’Industry Office della Mostra del Cinema, ieri 5 settembre. Elisabetta Brunella, segretario generale di Media Salles, ha spiegato: «I fattori chiave della transizione nel 2012 sono in linea con quelli del 2011, anno in cui si era affermata la tendenza dei grandi circuiti a convertire al 100% i loro schermi installando proiettori 2D. L’incremento dei primi sei mesi del 2012 (del +17,4% rispetto all’1 gennaio 2012) ha riguardato il 2D. La spinta del 3D ha perso la sua forza e il rapporto tra schermi 2D e 3D si sposta verso il 50-60%. Oggi la sfida è per le monosale e le sale indipendenti: la promessa del digitale era inizialmente migliore qualità di proiezione e di offerta per il pubblico, che non può verificarsi se perdiamo un numero considerevole di sale». Al convegno sono stati presentati due modelli virtuosi, quelli di Olanda e della regione Malopolska in Polonia. L’olandese Raymond Walravens, Managing Director di Rialto Film, ha raccontato la strada scelta dai Paesi Bassi (mercato di 239 cinema per 789 schermi e 30,5 milioni di presenze nel 2011) di dare vita a Cinema Digitaal, realtà formata da esercenti, distributori e Stato, per digitalizzare l’intero parco sale, senza distinzione, negoziando un’unica virtual print fee collettiva, da assegnare anche a chi non proiettasse film di nuova uscita. Un progetto solidaristico con alla base, però, l’interesse economico condiviso di accelerare la transizione (e attuarla in soli due anni) e mantenere la profondità tutelando i cinema che avrebbero faticato a digitalizzarsi. Marta Materska-Samek, Vice President Fundacja Rozwoiu Kina, ha illustrato l’idea della regione Malopolska, in Polonia, dove è intervenuto il fondo europeo di sviluppo regionale per finanziare un progetto non centrato sulla digitalizzazione, ma sul rilancio turistico del territorio portando il digitale – quindi cinema e spettacoli come concerti, opera, teatro – in piccoli centri dall’attività culturale finora priva di offerta.
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