La Directors Guild of America ha annunciato le nomination ai DGA Awards, uno degli snodi centrali della stagione dei premi, tradizionalmente considerato un indicatore molto affidabile in vista degli Oscar. Le scelte di quest’anno delineano una corsa alla regia piuttosto compatta ai vertici, ma evidenziano anche assenze significative, soprattutto se rapportate a un’annata che ha visto una forte presenza di cinema internazionale e di opere non in lingua inglese.
La cinquina principale conferma un equilibrio solo apparente tra gli studios, con Warner Bros. capace di piazzare due titoli e Netflix, A24 e Focus Features presenti con un candidato ciascuno. Più rilevante, però, è il valore simbolico delle nomination. Ryan Coogler entra nella storia diventando soltanto il quinto regista nero a essere candidato ai DGA e il primo dal 2018, mentre Chloé Zhao consolida un percorso già straordinario: dopo la vittoria per Nomadland, è ora tra le pochissime donne ad aver ottenuto più candidature nella categoria e la prima donna POC a essere nominata due volte.
Non a caso, questa è solo la seconda occasione in cui la maggioranza dei candidati alla miglior regia proviene da comunità sottorappresentate. In questo contesto si inserisce anche Guillermo Del Toro, che torna tra i nominati con Frankenstein, ottenendo la seconda candidatura DGA della carriera. Sul fronte delle novità spicca Josh Safdie, alla sua prima nomination individuale per Marty Supreme, un riconoscimento che lo accredita come outsider credibile in una stagione particolarmente affollata di nomi forti.
A far discutere è invece l’esclusione totale dei registi internazionali, assenza già lamentata per le nomination agli Actor Awards 2026, nonostante il consenso critico raccolto da diversi titoli europei, asiatici e sudamericani. Un’assenza che conferma una linea già emersa in altri premi di categoria e che rischia di pesare anche nel racconto complessivo della stagione. Oltre alla categoria principale, la DGA ha annunciato anche le nomination per il Michael Apted Award, dedicato ai migliori debutti alla regia nel cinema. Negli ultimi anni, questo riconoscimento si è dimostrato un importante termometro in ottica Oscar, capace di intercettare nuovi talenti destinati a emergere rapidamente.
I vincitori saranno annunciati il 7 febbraio, ma le candidature hanno già chiarito quali titoli e quali nomi stanno guidando la corsa.
Miglior regia
- Paul Thomas Anderson – One Battle After Another
- Ryan Coogler – Sinners
- Guillermo Del Toro – Frankenstein
- Josh Safdie – Marty Supreme
- Chloé Zhao – Hamnet
Miglior regia esordiente
- Hasan Hadi – The President’s Cake
- Harry Lighton – Pillion
- Alex Russell – Lurker
- Charlie Polinger – The Plague
- Eva Victor – Sorry, Baby
In caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it

Cr. Getty Images




