De Micheli (Demba): «La qualità del messaggio vince sempre»

Demba Group compie quarant’anni e conta di chiudere il 2025 con un incremento del 10%. il Ceo Marco De Micheli racconta il percorso di crescita costante dell’azienda, specializzata nella comunicazione per il cinema. Innovazione tecnologica, creatività, formazione e ottimizzazione dei costi restano i pilastri di un gruppo che punta ora a espandersi anche all’estero
Marco De Micheli, Ceo di Demba Group (© courtesy of Demba Group)

In questi 40 anni di attività, Demba Group ha saputo evolversi adattandosi ai cambiamenti del mercato e innovandosi costantemente. In che modo oggi il gruppo risponde alle esigenze del settore cinematografico?
Demba è nata con mio padre, e io ho iniziato presto a lavorarci insieme fino ad assumere la guida dell’azienda intorno al 2012. Da allora ci siamo evoluti seguendo i cambiamenti del mercato e del cinema, ma anche della pubblicità. La trasformazione principale è stata quella di passare da un modello di gestione fortemente verticale, guidato in prima persona da mio padre, a una realtà più strutturata e orizzontale, con dirigenti, figure intermedie e un team complessivo di ventuno persone. Siamo cresciuti, ma abbiamo scelto di restare indipendenti – una decisione tutt’altro che scontata in un periodo segnato da fusioni e acquisizioni. Diverse società hanno manifestato interesse ad acquisirci negli ultimi anni, ma abbiamo sempre declinato: per noi l’autonomia non è una condizione, è un valore. Crediamo che solo restando indipendenti possiamo preservare la libertà creativa e la visione che hanno dato origine a Demba.

Quali sono le innovazioni più recenti che avete introdotto nel campo della comunicazione?
Siamo sempre molto attenti a cogliere e comprendere le evoluzioni del mercato, studiandole con rapidità e senza mai sottovalutarle. Ogni nuova opportunità tecnologica viene analizzata e, quando ritenuta utile, integrata nel nostro lavoro. È così che siamo stati tra i primi a sperimentare i motion poster e a utilizzare strumenti come la realtà aumentata o l’intelligenza artificiale. L’innovazione per noi è un processo continuo, che coinvolge tanto la creatività quanto l’analisi, supportato da formazione interna e aggiornamento costante di software e strumenti di pianificazione media.

In un contesto in cui i canali sono frammentati e l’attenzione del pubblico è più bassa, quali strategie risultano più efficaci per intercettare l’audience?
Oggi è sempre più difficile per un film avere un’identità immediatamente riconoscibile: la frammentazione dei canali, la velocità con cui scorrono i contenuti e la competizione per l’attenzione rendono tutto più complesso. In questo scenario, la qualità del messaggio diventa decisiva. Nel nostro caso, si traduce nella cura – oserei dire dedizione – con cui affrontiamo ogni trailer, spot o poster: dalla concezione all’esecuzione, tutto deve essere pensato per lasciare un segno. È questo approccio, condiviso da tutta la divisione Vertigo diretta da Federico Mauro, che ci ha permesso di realizzare campagne di grande impatto, come quella di Parthenope, premiata per la sua forza visiva.

Come valutate la vostra performance nel 2025 e come prevedete di chiudere l’anno?
Negli ultimi cinque anni Demba ha registrato una crescita costante del fatturato, segno di un percorso solido e sostenuto da risultati concreti. Anche il 2025 si sta confermando un anno molto positivo: prevediamo un incremento del 10%. È un dato che ci rende orgogliosi, perché riflette il lavoro quotidiano di tutta la squadra e la fiducia che i clienti continuano ad accordarci. Abbiamo curato nel 2025 la pianificazione di 40 film e la creatività di quasi 50 titoli tra film e serie Tv: un traguardo che testimonia non solo la crescita numerica, ma anche la capacità di gestire progetti sempre più diversificati e complessi.

Con l’aumento dei costi, è ancora possibile realizzare campagne efficaci anche con budget contenuti e mirati?
Assolutamente sì. Chi lavora con noi cerca proprio questo: ottimizzare gli investimenti. Negoziamo costantemente con le concessionarie per garantire la massima resa al cliente, efficientando i costi di comunicazione senza scendere mai a compromessi sulla qualità e sui posizionamenti.

Quali elementi vi distinguono dai competitor?
Sembra paradossale, ma in Italia non abbiamo veri e propri competitor. Non esiste un’agenzia che si occupi esclusivamente di media e creatività per il cinema: le realtà affini operano solitamente in più settori contemporaneamente. È questa specializzazione a renderci unici, insieme alla qualità dei progetti, alla gestione efficiente dei costi e alla professionalità dei nostri collaboratori. Ma credo che l’elemento centrale sia il valore umano e professionale del nostro team: competenza, dedizione e passione sono ciò che consente a Demba di mantenere nel tempo standard elevati e risultati concreti.

Ci sono progetti recenti di cui siete particolarmente orgogliosi?
Oltre al lavoro su cinema e serie Tv, siamo orgogliosi di collaborare anche con moltissime realtà istituzionali. Per fare degli esempi, da alcuni anni curiamo la comunicazione delle Giornate Professionali di Sorrento per Anec, le campagne del Ministero della Cultura come Cinema Revolution e Cinema in Festa, ci siamo occupati del nuovo logo di Cinetel e di Torino Piemonte Film Commission.

Quali sono i progetti più sfidanti su cui state lavorando ora?
Negli ultimi tempi abbiamo ricevuto diverse offerte di collaborazione dall’estero, che ci hanno portato a riflettere su un possibile sviluppo internazionale. Non si tratta di un progetto già avviato, ma di una prospettiva su cui stiamo ragionando con attenzione. È una sfida stimolante, che intendiamo affrontare con realismo, man- tenendo sempre il livello e l’identità che abbiamo costruito negli anni.

Come immagina l’evoluzione di Demba nei prossimi anni?
Mio padre mi ha insegnato che credibilità e solidità sono tutto. Oggi Demba è entrambe le cose, e la nostra priorità è preservare questo equilibrio. Anche nei momenti più difficili, come durante il lockdown del 2020, siamo riusciti a mantenere stabilità e continuità, ripartendo con ancora più determinazione. Da allora cresciamo ogni anno, sia in fatturato sia in organico, fino a rappresentare oggi più del 20% del mercato pubblicitario cinematografico. È una quota importante, che speriamo di consolidare ulteriormente. Sul fronte creativo, Vertigo – che quest’anno celebra i suoi dieci anni – continuerà a evolversi. Federico Mauro è riconosciuto come uno dei creativi più autorevoli del settore, e il suo stile contribuisce a rendere i nostri lavori immediatamente riconoscibili: chi vede un poster o un trailer firmato da noi lo percepisce come “nostro” a colpo d’occhio.

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