Vittorio Storaro riceverà il Premio Speciale Cinecittà David 71, riconoscimento promosso da Cinecittà in collaborazione con l’Accademia del Cinema Italiano. Il premio è dedicato alle personalità che, attraverso la propria opera, hanno contribuito a rafforzare l’immagine del cinema italiano e di Cinecittà nel mondo. La consegna avverrà mercoledì 6 maggio, durante la cerimonia dei Premi David di Donatello, trasmessa in prima serata su Rai 1 dagli studi di Cinecittà.
La scelta cade su uno dei più importanti autori della fotografia della storia del cinema, capace di costruire un linguaggio visivo riconoscibile e di portare il talento italiano sui set internazionali più prestigiosi. Tre volte premio Oscar, Storaro ha legato il proprio nome a film entrati nell’immaginario collettivo, da Apocalypse Now fino a L’ultimo imperatore, senza dimenticare il lungo e fondamentale rapporto artistico con Bernardo Bertolucci.
Il premio assume anche un valore simbolico particolare nel cinquantesimo anniversario di Novecento, capolavoro di Bertolucci illuminato dalla fotografia di Storaro. Piera Detassis, presidente e direttrice artistica dell’Accademia del Cinema Italiano, ha dichiarato: «La fotografia e la luce del maestro Storaro hanno scolpito per sempre nel nostro immaginario quella traversata magistrale attraverso la Storia d’Italia, dalla Grande Guerra al fascismo alla Liberazione visti con gli occhi degli umili, i contadini e i braccianti. E con il respiro dell’umanità. Grazie anche per questo».
Nato a Roma il 24 giugno 1940 e formatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia, Storaro ha debuttato come direttore della fotografia con Giovinezza giovinezza di Franco Rossi. In carriera ha firmato oltre settanta film, lavorando in Italia con registi come Bertolucci, Dario Argento, Giuseppe Patroni Griffi, Giuliano Montaldo e Luca Ronconi, e all’estero con Francis Ford Coppola, Woody Allen, Carlos Saura, Richard Donner, Alfonso Arau e Paul Schrader. Accanto ai tre Oscar, il suo percorso comprende un Grand Prix a Cannes, un Efa, un BAFTA, un Emmy, un Premio Goya, un David di Donatello e otto Nastri d’Argento. Un palmarès che conferma la centralità di Storaro nella storia dell’immagine cinematografica.
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