Dave Filoni è il nuovo presidente di LucasFilm

Prenderà il posto dell'uscente Kathleen Kennedy. Al vertice del franchise di Star Wars gli succede Lynwen Brennan
dave filoni lucasfilmCr. Barry Brecheisen/Getty Images

Dopo anni di scosse e ripartenze attorno al futuro di Star Wars, Lucasfilm prepara un cambio al vertice che punta a rimettere in asse la macchina tra identità creativa e gestione industriale. Per Disney la priorità è ritrovare continuità sul grande schermo senza disperdere quanto costruito nello streaming, in un momento in cui la saga resta un terreno sensibile.

La comunicazione ufficiale conferma che Kathleen Kennedy concluderà la sua esperienza alla guida di Lucasfilm dopo 14 anni e che, quando lascerà la Walt Disney Company nel corso di quest’anno (nonostante le iniziali smentite), la leadership sarà affidata a una coppia di dirigenti: Dave Filoni e Lynwen Brennan. Filoni, Chief Creative Officer di lunga data, viene nominato president e chief creative officer di Lucasfilm; Brennan, già president e general manager, assume il ruolo di co-president. La scelta di un doppio vertice indica la volontà di affiancare a una figura fortemente legata alla componente narrativa e al “tono” di Star Wars un profilo focalizzato su operazioni, strategia e sostenibilità economica. Entrambi riporteranno ad Alan Bergman, co-chairman di Disney Entertainment.

Kennedy non si separerà del tutto dallo studio: manterrà un rapporto con la società e sarà produttrice dei prossimi due film cinematografici, The Mandalorian and Grogu e Star Wars: Starfighter, mentre parallelamente porterà avanti altri progetti da produttrice in modo indipendente. Nel comunicare il cambiamento, il CEO Disney Bob Iger ha elogiato il lavoro di Kennedy: «Quando abbiamo acquisito Lucasfilm più di un decennio fa, sapevamo di portare nella famiglia Disney non solo uno degli universi narrativi più amati e duraturi mai creati, ma anche un team di talento straordinario guidato da una regista visionaria – qualcuno che era stato scelto personalmente da George Lucas stesso, niente meno. Siamo profondamente grati per la leadership di Kathleen Kennedy, la sua visione e la sua tutela di uno studio e di un marchio così iconici».

Dal punto di vista box office, il bilancio della sua gestione alterna picchi e frenate. Kennedy ha puntato su J.J. Abrams per Star Wars: Il risveglio della Forza, che ha superato i 2 miliardi di dollari e ha riacceso la saga in sala; anche i due sequel e Rogue One hanno registrato risultati importanti. Il contraccolpo più evidente è arrivato con Solo nel 2018, deludente al botteghino e segnato da una lavorazione turbolenta, con il cambio di regia da Phil Lord e Chris Miller a Ron Howard. In parallelo, il fronte cinema ha vissuto un lungo vuoto: diversi annunci di nuovi film firmati da Patty Jenkins, David Benioff e D.B. Weiss e Taika Waititi non sono arrivati in porto, alimentando l’idea di una difficoltà strutturale nel trattenere i filmmaker e nel blindare una pipeline stabile. Anche Indiana Jones e il quadrante del destino nel 2023 non ha centrato le attese commerciali.

Sul versante seriale, invece, Kennedy ha accompagnato Star Wars nello streaming con successi come The Mandalorian e titoli acclamati come Andor, pur con inciampi come la cancellazione di The Acolyte dopo una stagione. Filoni arriva alla guida forte di una storia interna: scelto da George Lucas nel 2005, ha costruito l’animazione con The Clone Wars e Rebels e ha firmato, tra produzione, scrittura e regia episodica, parte dell’attuale identità live-action, da The Mandalorian ad Ahsoka, fino a The Mandalorian and Grogu. Brennan, entrata in Industrial Light & Magic nel 1999 e diventata presidente nel 2009, ha guidato la strategia di business e le operazioni produttive, oltre all’espansione di ILM. Ora la sfida è far convivere queste due anime per riportare continuità, e risultati, anche al botteghino.

Fonte: LucasFilm

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