Primo circuito indipendente italiano per numero di schermi e unico del nostro Paese a rientrare nei “Giants of Exhibition: Europe” di UNIC, Giometti Cinema si fonda su un approccio pragmatico: i numeri contano, certo, ma per i fratelli Silvia, Gianluca e Massimiliano Giometti non bastano. La loro idea di competitività parte da una presenza capillare sul territorio, che oggi conta 11 multisale per un totale di 84 schermi, e da un lavoro costante di fidelizzazione, sala per sala, coniugando innovazione tecnologica e qualità dell’accoglienza. Un concetto, quello dell’ospitalità, che rivendicano come elemento determinante,
nella consapevolezza che la continuità dei risultati si gioca sulla capacità di rendere ogni visita “un invito al cinema”. Da qui l’attenzione a una comunicazione digitale tailor-made, e la strategia degli “eventi negli eventi”, che valorizza film, pubblici e territori con format differenti: dalle piazze “big” come Prato, Rimini e Ancona, fino a quelle più forti sul cinema d’autore come Tolentino, Jesi e Riccione. Sul fronte dell’innovazione, Giometti punta su rollout dei proiettori laser, integrazione dei sistemi gestionali, interventi sugli impianti per efficienza energetica e comfort. Ma la novità più identitaria è
il progetto “Giometti Show”, che ripensa foyer e corridoi come parte integrante dell’experience cinematografica. È con questa visione che i Giometti guardano al 2026, tra calendario più ricco, nuovi progetti e un obiettivo dichiarato: trasformare ogni multiplex in un luogo in cui valga la pena tornare.
Giometti Cinema è sempre stato tra i circuiti indipendenti italiani più forti in termini di incassi e presenze. Quali sono, a vostro avviso, i fattori chiave che più incidono su questi risultati?
Massimiliano: Il numero di schermi incide in modo significativo sulle nostre performance, ma il vero valore aggiunto del circuito sta nel lavoro di fidelizzazione e nella presenza capillare sul territorio, unite all’innovazione tecnologica e alla cura del comfort. Progettiamo i multiplex come se fossero casa nostra, con l’idea che lo spettatore debba trovare ambienti accoglienti in ogni dettaglio, a partire dai servizi igienici. Nostro padre Giovanni ripeteva spesso: “se l’ordine parte dai bagni, il resto può essere soltanto meglio”. È un principio che ci ha portati ad adottare soluzioni estetiche e, soprattutto, pratiche, all’avanguardia.
Siete soddisfatti dei numeri raggiunti nel 2025?
Gianluca: Siamo soddisfatti soprattutto dei risultati di dicembre e, naturalmente, del periodo natalizio. Se guardiamo però all’intero anno, i numeri registrati fino a novembre sono stati inferiori a quelli dell’annualità precedente e, di conseguenza, non possiamo ritenerci pienamente soddisfatti.
Quali sono state secondo voi le ragioni di questo calo?
Gianluca: Principalmente la carenza di uscite in alcuni mesi dell’anno.

E come giudicate più in generale i numeri del 2025 per tutto il mercato cinematografico?
Gianluca: La previsione iniziale era di una crescita rispetto all’anno precedente, ma si è concretizzata solo in misura marginale e soprattutto grazie ai numeri eccezionali di dicembre. Detto questo, guardando alla filiera nel suo complesso, è naturale che ci sia chi avrà registrato performance importanti e quindi sarà soddisfatto, e chi invece avrà fatto più fatica, visto che in media il mercato non è riuscito a incrementare le presenze in sala.
All’interno del vostro circuito, quali sono i multiplex che registrano le performance più solide e costanti, e quali elementi ne determinano il successo?
Gianluca: In linea generale più o meno tutti i multiplex hanno mantenuto performance costanti, anche se purtroppo inferiori rispetto al periodo pre-covid. Un elemento distintivo del nostro circuito è la sua forte capillarità su un territorio prevalentemente provinciale, privo di grandi centri urbani. Tra la Romagna e le Marche, infatti, è presente sostanzialmente una nostra multisala cinematografica a ogni uscita autostradale lungo un asse di circa 140 km. Questo assetto garantisce che in ogni città sia presente un Multiplex Giometti, naturalmente dimensionato in base al batorecino d’utenza di riferimento, ma sempre caratterizzato dagli stessi standard qualitativi. In questo modo il nostro Cinema diventa un punto di riferimento stabile per la comunità locale, evitando che gli spettatori siano scoraggiati dalla necessità di percorrere lunghe distanze. Riteniamo che anche questa scelta rientri pienamente nella nostra visione di ospitalità e attenzione al cliente, elementi che contraddistinguono la nostra gestione.
Alcune vostre strutture sono ormai veri e propri punti di riferimento territoriali. Come lavorate, invece, nelle piazze più competitive, dove il pubblico è più volatile e la concorrenza più agguerrita?
Massimiliano: Il nostro approccio non cambia nelle piazze dove abbiamo concorrenti diretti: lavoriamo al meglio delle nostre possibilità e monitoriamo con attenzione le performance, sia nostre sia dei competitor. Credo che mantenere standard qualitativi sempre elevati sia la prima forma di fidelizzazione, insieme alla capacità di andare oltre le formule di abbonamento e offrire stimoli continui al pubblico nelle aree comuni, ad esempio con gadget shop e mostre.

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State valutando nuovi interventi di ristrutturazione, riqualificazione o possibili acquisizioni nel breve-medio periodo?
Massimiliano: In questa fase, pur con estrema difficoltà, stiamo sostituendo i proiettori con modelli laser, completando il roll out su tutto il circuito: alcuni multiplex sono già equipaggiati, altri lo saranno nel breve periodo. Parallelamente, interverremo sugli ambienti comuni dei nostri multiplex più grandi, quindi Rimini e Prato, con progetti affidati a due studi di architettura diversi ma legati da un elemento comune dominante: lo show. Il concept rivoluzionario “Giometti Show” partirà dall’ingresso del cinema, prima dell’accesso in sala, e accompagnerà il pubblico in un’esperienza unica e immersiva tra foyer e corridoi. Lo spettatore verrà coinvolto fin da subito nella tematica del film – o dei film – in programmazione, con performance live e installazioni a tema.
Siete cresciuti in famiglia respirando quotidianamente l’aria del cinema. Quali elementi hanno favorito un passaggio generazionale efficace e quali sono stati, invece, i momenti più complessi da affrontare in questo percorso?
Gianluca: Vivere il cinema fin da ragazzi, 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno, ci ha facilitato l’ingresso in azienda. Poi il confronto costante con nostro padre nella gestione delle attività – prima nelle monosale e poi nei multiplex, con responsabilità via via crescenti – è stato il miglior percorso possibile per attivare un passaggio generazionale graduale, tuttora in corso. I momenti delicati non sono mancati, perché ogni cambiamento porta con sé difficoltà, ma li abbiamo superati restando fedeli a un modo di lavorare improntato alle regole fondamentali del settore e facendo tesoro di quanto ci è stato tramandato dai nostri predecessori.

(ph. Giorgio Salvatori)
Come vi suddividete oggi, tra fratelli, le responsabilità manageriali e operative? E qual è la sfida più impegnativa nel coordinare un circuito così articolato e diffuso sul territorio?
Gianluca: Abbiamo suddiviso le responsabilità in tre aree operative: finanza e contratti; relazioni esterne ed eventi; operatività e programmazione cinematografica. Ciascuna è stata assegnata a uno di noi in base a esperienze e competenze, mentre le decisioni manageriali più rilevanti vengono condivise tra tutti noi insieme a nostro padre, legale rappresentante delle società. La sfida più impegnativa, ogni giorno, è garantire ai clienti la massima attenzione in qualunque sala del circuito: per questo è fondamentale mantenere un dialogo costante con i collaboratori sul posto, così che vengano sempre adottate le indicazioni corrette. Del resto, siamo i primi a metterci in gioco, avendo messo il nostro cognome sull’insegna di tutti i multiplex.
Giometti Cinema è anche l’unico circuito italiano ad essere stato inserito nella classifica Giants of Exhibition: Europe, stilata da UNIC, che comprende i 50 maggiori circuiti cinematografici in Europa, ordinati per numero di schermi. La presenza di circuiti francesi e spagnoli è, però, più numerosa. Come vi spiegate questa situazione?
Massimiliano: È una grande soddisfazione, come famiglia, far parte di questa classifica e rappresentare l’Italia accanto a colossi stranieri. Credo che la diversa rappresentanza rispetto ad altri Paesi dipenda soprattutto dal mercato: in Spagna e in Francia, pur con differenze sostanziali tra i due sistemi, il sistema cinema offre più opportunità a chi sceglie di intraprendere questa attività.
Si afferma spesso che, mai come oggi, il cinema dovrebbe reinventarsi. Ma fino a che punto questa trasformazione è possibile e come?
Massimiliano: La trasformazione delle sale non passa soltanto dal rinnovo delle tecnologie o degli arredi: è un processo più complesso, pensato per un pubblico che intende “spendere” il proprio tempo in luoghi capaci di riempire la serata. Significa affiancare al film contenuti e servizi aggiuntivi, anche non strettamente filmici: penso, ad esempio, al food durante la proiezione o a librerie di genere.
Il ridimensionamento del Fondo per il cinema e l’audiovisivo appare ormai strutturale, con l’ipotesi di ulteriori tagli a partire dal 2027 e una conseguente riduzione delle risorse destinate anche all’esercizio. Quali saranno, secondo voi, le principali conseguenze di questa manovra?
Gianluca: Non so ancora quanto questa misura inciderà sull’esercizio rispetto agli altri comparti – distribuzione e produzione – e quindi per me è difficile stimarne con precisione gli effetti. Detto questo, ci sarà sicuramente una riduzione di risorse anche per l’esercizio che, se non sarà controbilanciata da una crescita del mercato, potrebbe portare alla chiusura di diverse sale cinematografiche.

Quali misure ritenete indispensabili che il Governo continui a garantire a sostegno dell’esercizio cinematografico? E quale ruolo può giocare Anec in un’azione efficace di interlocuzione istituzionale e di moral suasion?
Gianluca: Parto dalla seconda domanda: il ruolo di Anec sarà molto importante, perché può essere un veicolo fondamentale per portare alle Istituzioni le istanze vitali del settore, nell’interlocuzione che le compete. Quanto alle misure, ritengo che quelle attualmente in essere a sostegno dell’esercizio siano tutte necessarie, considerato che il comparto sta ancora attraversando una fase complessa e di ripresa solo parziale rispetto al periodo precedente al 2020.
Spazi come foyer e corridoi rappresentano oggi un potenziale ancora parzialmente inespresso. In che modo possono essere valorizzati in maniera più continuativa e innovativa, sia sul piano commerciale sia su quello esperienziale?
Massimiliano: Il progetto “Giometti Show” va proprio in questa direzione, ovvero considerare questi spazi parte integrante dell’esperienza cinematografica, accompagnando lo spettatore per tutto il tempo che trascorre nella struttura. La presenza di aree di intrattenimento – sia con esperienze “reali” sia con elementi multimediali – può valorizzare in modo continuativo questi spazi di attesa e arricchire l’esperienza, in aggiunta al contenuto proiettato in sala. Inoltre, nei foyer diventerà sempre più centrale la qualità della comunicazione digitale, in simbiosi con i materiali sempre più accattivanti forniti dai distributori e con strumenti tecnologicamente sempre più evoluti con cui possiamo presentarli.
Qual è la vostra strategia sui social media e nella comunicazione digitale? Come la declinate film per film con coerenza e flessibilità?
Silvia: Attraverso la nostra agenzia di comunicazione abbiamo creato canali diretti con i distributori, che ci presentano le loro strategie di lancio. Noi le facciamo nostre e le adattiamo alle nostre realtà territoriali. Le nostre strutture si trovano in province con caratteristiche molto diverse tra loro, e questo richiede campagne mirate e dedicate per ogni città e area geografica. Cerchiamo inoltre di creare “eventi negli eventi”, valorizzando ogni singolo titolo con azioni mirate sui target di riferimento e, quando possibile, coinvolgendo pubblici trasversali. Siamo molto soddisfatti del fatto che gli uffici marketing ci coinvolgano con continuità sulle uscite: hanno capito che per noi è fondamentale accendere i riflettori su ogni film in arrivo. Il nostro obiettivo è far sì che ogni comunicazione non sia solo promozione, ma diventi un invito al cinema, ai nostri cinema.
Eventi speciali, rassegne, attività e contenuti alternativi: quali format funzionano meglio nel vostro circuito?
Silvia: Ogni territorio ha le sue peculiarità: come per le campagne di comunicazione, anche sugli eventi extra-programmazione siamo molto attenti a proporre ciò che meglio risponde al pubblico locale e, allo stesso tempo, a offrire ai distributori piazze in grado di garantire una buona resa, per noi e per loro. Prato, Rimini e Ancona sono le nostre “piazze big”: qui la priorità è offrire una programmazione davvero a 360 gradi, con il maggior numero possibile di contenuti alternativi, e gli eventi con ospiti sono molto richiesti anche dalle distribuzioni. Tolentino, Jesi e Riccione rappresentano invece le nostre piazze “d’autore”: funzionano benissimo con rassegne e film dedicati a un pubblico che cerca titoli premiati o provenienti dai festival internazionali.
Quali strumenti adottate per rafforzare la fidelizzazione degli spettatori abituali e, allo stesso tempo, intercettare nuovi segmenti di pubblico?
Silvia: Le nostre tessere sono sicuramente lo strumento principale: permettono di ottenere un notevole sconto con l’acquisto del carnet da 5 ingressi e sono pensate per premiare gli amanti del cinema e delle nostre sale. Per il 2026 stiamo studiando promozioni più mirate: vorremmo uscire dai canoni tradizionali e valorizzare economicamente i film evento, incentivando allo stesso tempo la frequenza al cinema come forma di intrattenimento continuativo. L’obiettivo è dare maggiore visibilità al prodotto e alle nostre strutture durante tutto l’arco dell’anno. Abbiamo, inoltre, osservato che alcuni film evento portano nelle nostre sale pubblici trasversali, che frequentano il cinema solo in rare occasioni e per contenuti specifici. Da sempre la nostra missione è offrire un servizio di alto livello, così da far nascere il piacere di tornare e, nel tempo, favorire anche la visione in sala di quei titoli che oggi questo pubblico tenderebbe a guardare a casa sulle piattaforme.

(ph. Giorgio Salvatori)
Dal punto di vista tecnologico, quali innovazioni avete introdotto negli ultimi anni – sia lato sala sia nei processi gestionali – che si sono rivelate più efficaci in termini di risultati e ottimizzazione?
Gianluca: Lato sala, stiamo sostituendo i proiettori con quelli di ultima generazione al laser e nonostante questo non abbia un riscontro immediato in termini di risultato, riteniamo che la qualità della visione resti, al di là di tutto, l’aspetto principale per un cinema. Inoltre, questa scelta ci consente di migliorare l’efficienza energetica, oggi necessaria sia dal punto di vista ambientale sia per l’ottimizzazione dei costi di gestione: per questo stiamo rinnovando anche gli impianti di climatizzazione. Sul fronte dei processi gestionali, invece, già da diversi anni abbiamo investito nell’integrazione dei sistemi che oggi dialogano tra loro e ci permettono una maggiore efficienza operativa.
Avete osservato un’evoluzione nelle abitudini di consumo e nei target di pubblico che frequentano i vostri cinema? E come avete adattato programmazione, servizi e comunicazione a queste trasformazioni?
Massimiliano: Sì, abbiamo osservato un cambiamento netto: le abitudini di fruizione si sono spostate e lo vediamo ogni giorno. Gli orari si sono anticipati e ci hanno portato ad anticipare anche le proiezioni; nei feriali sono praticamente scomparsi gli spettacoli notturni dopo le 22.30, mentre abbiamo aggiunto quelli del tardo pomeriggio. Anche il target è cambiato: la clientela si è spostata in modo significativo sui giovani, che si rivelano meno pigri. Più in generale manca il pubblico dei film cosiddetti “medi”, che prima garantiva un trend superiore e che oggi tende a restare a casa e a recuperarli sulle piattaforme.

Nel rapporto con la distribuzione, qual è oggi un aspetto che ritenete possa essere migliorato e quale invece considerate particolarmente virtuoso?
Massimiliano: Venendo meno l’esclusività di prodotto rispetto al passato, credo sia necessario confrontarsi sulle percentuali di noleggio, anche alla luce della difficoltà di ripristinare le window sui contenuti internazionali. Il lato positivo è che alcune distribuzioni hanno compreso quanto sia centrale la comunicazione di prossimità: noi conosciamo il nostro pubblico e le sue abitudini. Per questo, oggi più che mai, il sistema di comunicazione deve essere tailor-made.
Come valutate la qualità e la solidità dell’offerta cinematografica di questo nuovo anno? Riusciremo a infrangere la soglia degli 80 milioni di spettatori?
Massimiliano: Da quanto abbiamo potuto vedere alle Giornate di Sorrento, il primo semestre sembra davvero ricco di contenuti interessanti: torneranno autori come Nolan e Spielberg, registi che credono fortemente nella centralità della sala, con film importanti da vedere al cinema. Questo mi porta a pensare che il 2026 possa finalmente essere l’anno della crescita del mercato. Per superare la soglia degli 80 milioni di spettatori, però, servirà continuità nell’offerta di prodotto per tutti i 12 mesi dell’anno, estate compresa.
In caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it

fratelli Giometti (ph. Giorgio Salvatori)




