Cosa prevede il nuovo accordo tra WGA e studios

La nuova intesa mette al centro sanità, residuals streaming, minimi salariali e regole sull’intelligenza artificiale
wga studiosCr. Shuttershock

A circa un mese dalla scadenza del contratto, la Writers Guild of America e l’Alliance of Motion Picture and Television Producers hanno trovato un nuovo accordo quadriennale che evita il rischio di un nuovo scontro frontale tra sindacato e studios. Dopo l’approvazione unanime dei board di WGA East e WGA West, ora la parola passa agli iscritti, chiamati a ratificare l’intesa con un voto aperto dal 16 al 24 aprile. Al centro della trattativa, come riportato da Variety, non ci sono soltanto i compensi e i residuals, ma soprattutto la tenuta del fondo sanitario degli sceneggiatori, messo sotto forte pressione negli ultimi anni dal rallentamento della produzione audiovisiva e dall’aumento dei costi sanitari.

Il punto più rilevante dell’accordo annunciato nei giorni scorsi riguarda infatti proprio la sanità integrativa. Gli studios verseranno 321 milioni di dollari complessivi per mantenere solvibile il fondo salute della WGA, una cifra definita record e nettamente superiore rispetto ai 65 milioni concessi nel 2017, quando il tema era già stato centrale. Secondo quanto riferito, il fondo ha accumulato deficit per 200 milioni di dollari negli ultimi quattro anni e, senza interventi, avrebbe esaurito le proprie riserve nel giro di altri tre anni. La quota di contributi versata dagli studios salirà dal 13% al 16,75% della retribuzione lorda degli sceneggiatori, con un aumento anche dei tetti salariali utilizzati per calcolare tali versamenti. A questo si aggiunge lo spostamento di 41 milioni di dollari dal benefit per il congedo parentale retribuito al piano sanitario.

In cambio, però, anche gli iscritti dovranno sostenere costi più alti. I premi mensili cresceranno: la copertura individuale passerà da zero a 75 dollari al mese, quella familiare da 50 a 200 dollari. Aumenteranno anche franchigie e massimali di spesa: il tetto out-of-pocket salirà da 1.000 a 2.500 dollari a persona, mentre le deductible passeranno da 400 a 500 dollari per gli individui e da 1.200 a 1.500 per le famiglie. Dal 1° luglio 2027 verrà inoltre innalzata del 10% la soglia minima di guadagno necessaria per ottenere la copertura sanitaria. Cambia anche il sistema di copertura estesa, che consentiva di accumulare punti per restare nel piano fino a cinque anni nei periodi senza lavoro: in futuro serviranno almeno 200.000 dollari di guadagni coperti in un anno per maturare quei punti. Nasce infine una nuova opzione sanitaria a costo più basso, Centivo, ma con una rete di fornitori più ristretta.

Sul piano economico e professionale, il contratto prevede anche un miglioramento dei residuals streaming, con il “success bonus” per i titoli più visti che sale dal 50% al 75% del residual base. I minimi contrattuali aumenteranno dell’1,5%, poi del 3%, 3% e ancora 3% nel corso dei quattro anni. Restano inoltre in vigore le tutele ottenute nel 2023 contro i mini room e sui minimi di staffing televisivo, nonostante il tentativo degli studios di allentare quei vincoli. Il nuovo accordo introduce poi misure contro il cosiddetto free work, ricordando che solo la compagnia può richiedere una riscrittura e cercando così di limitare le richieste informali dei produttori prima del pagamento della prima bozza. Prevista anche una tariffa minima più alta per il page-one rewrite e una maggiore flessibilità per gli autori di pilot televisivi, che non potranno essere trattenuti in esclusiva o in first position senza compenso.

Più sfumato invece il capitolo sull’intelligenza artificiale. Secondo quanto riportato da Variety, gli studios non hanno accettato di pagare gli sceneggiatori per l’uso delle loro opere nel training dei modelli AI, una delle richieste del sindacato, ma si sono impegnati a proseguire il confronto con la WGA e a notificare al sindacato eventuali licenze delle opere degli iscritti per l’addestramento. La stessa commissione negoziale del sindacato ha rivendicato la portata dell’intesa spiegando agli iscritti: «Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo ottenuto in questa trattativa, reso possibile dal vostro sostegno». E soprattutto: «Il nostro risultato più significativo è stato riportare il nostro piano sanitario su un percorso sostenibile dopo aver affrontato una forte pressione dovuta alla contrazione dell’industria e alla galoppante inflazione dei costi sanitari».

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