Un autunno luminoso è già iniziato per il cinema di qualità. Dopo le prime uscite dei film passati alla Mostra del Cinema di Venezia, da Io capitano di Matteo Garrone a Felicità di Micaela Ramazzotti, la nuova stagione fino a gennaio 2024 si presenta ricca di listini estremamente allettanti e di grandi autori pronti a ridare fiducia al segmento del cinema d’essai: è questa l’opinione diffusa tra gli esercenti delle sale e dei circuiti di qualità interpellati da Box Office.
«Sta arrivando il prodotto giusto per il cinema di città e per un pubblico maturo che sta tornando in sala», afferma Paolo Protti, amministratore unico del Multisala Ariston a Mantova e dell’arena del Museo San Sebastiano (oltre che del multisala Cinecity, a vocazione commerciale). «È chiaro dalle richieste che il pubblico fa ancora prima dell’uscita di certi titoli, come avvenuto per Comandante, tratto da un libro molto letto. La sensazione è che si veda già una media di affluenza superiore all’anno scorso e che lo zoccolo duro degli appassionati del cinema di qualità estivo, lo stesso di quello invernale, si sia mosso di più nel ritornare al cinema. I prodromi per una buona stagione ci sono tutti». Ha già visto numeri in risalita Fabio Fefé, direttore area programmazione di Circuito Cinema: «Dopo un’estate andata abbastanza bene, lo sguardo è positivo: il gap rispetto al 2019 si è ridotto, il mercato è a -20%, noi un po’ meglio, a -15%. Le prospettive sono incoraggianti, il pubblico pian piano si sta dimenticando del Covid». Anche Domenico Dinoia, Presidente Fice, responsabile di programmazione del “Progetto Lumière”, del multisala Massimo Troisi di San Donato Milanese e del Palestrina di Milano, è convinto che la prossima stagione sia molto promettente per il cinema di qualità, «in particolare per la forte presenza di cinema italiano che ha avuto la sua consacrazione a Venezia. Film come Io capitano, Comandante, Lubo, Finalmente l’alba costituiscono un gruppo di titoli estremamente competitivo. E poi arriva il pacchetto di film provenienti da Cannes: Fallen Leaves di Kaurismaki, The Old Oak di Ken Loach, Perfect Days di Wim Wenders, e poi ancora Killers of the Flower Moon di Scorsese». I primi segnali positivi sono già arrivati dagli incassi eccezionali di Oppenheimer, film perfetto per il circuito di qualità: «È una grande soddisfazione vedere che un film come quello di Christopher Nolan abbia avuto un così grande successo. Segno che il pubblico sta tornando ad affollare le sale se in programmazione ci sono grandi film in grado di coniugare spettacolarità con autorialità», commenta Dinoia. Aggiunge Giuliana Fantoni, vicepresidente FICE nazionale e presidente FICE Triveneto, esercente del Cinema Edera di Treviso e del cinema multisala Manzoni di Paese (TV): «Al di là dei numeri incredibili, Oppenheimer è straordinario perché è stato pensato per il grande schermo e ne celebra la grandezza. Questo è arrivato al grande pubblico, che ha ricominciato a sentire il cinema come tempio delle opere cinematografiche in un momento in cui sembrava diseducato alla qualità della visione e abituato invece a quella domestica».

Il Cinema Gabbiano di Senigallia
ALLARME SOVRAFFOLLAMENTO
Tanto prodotto di qualità, quindi, per alcuni forse troppo: il pericolo è la sovrapposizione o, peggio, la cannibalizzazione dei titoli. Prosegue Dinoia: «È il solito problema: da metà settembre ci troviamo di fronte a un numero alto di film d’autore con il rischio di bruciarne qualcuno. Così non riusciamo a fare quel salto di qualità che il cinema commerciale ha fatto quest’anno e che però, da solo, non basta se vogliamo riconquistare tutto il pubblico, anche quello di cinema di qualità, che deve avere più scelta anche d’estate». Per correre ai ripari rispetto all’uscita contemporanea anche di 14-15 titoli a settimana, c’è chi pensa a soluzioni alternative. Come Giuliana Fantoni a Treviso: «Per massimizzare la resa dei film, chiederò alle distribuzioni di fare dei ragionamenti per fascia oraria. L’ho sperimentato quest’estate con Barbie: l’80% del suo esito è arrivato dallo spettacolo delle 21.30, con presenze di giovani e universitari. Il pubblico tradizionale delle mie sale, invece, l’ha rifiutato. Questo mi ha fatto capire come si compongono i miei spettatori: ho due pubblici diversi a seconda della fascia oraria e penso che l’offerta debba essere sempre più affinata proprio a seconda del segmento orario». Con una doppia programmazione, dunque, utile anche a massimizzare la varietà dell’offerta. Per Fantoni il film sul quale puntare nella nuova stagione è C’è ancora domani, l’esordio alla regia di Paola Cortellesi: «È totalmente trasversale: prenderà chi è abituato ad amare Cortellesi ma anche chi ama il cinema con spessore». C’è ancora domani è il titolo forte anche per Carmine Imparato, responsabile della programmazione dei cinema Gabbiano di Senigallia e Masetti di Fano: «Mi aspetto molto anche da 100 domeniche di Antonio Albanese, Finalmente l’alba, Ferrari, La chimera, i titoli Lucky Red e quelli italiani di Vision. Per quanto riguarda la commedia italiana, per avere buoni incassi ce ne vorrebbe una grossa che trascini anche le altre. Penso che quest’anno nei nostri cinema ci avvicineremo alle 50mila presenze nel 2019, che è stato il nostro picco». Una sfilza di buoni titoli, però, non basta: «Sarebbe fondamentale, e si fa ancora poco, che gli esercenti vedessero i film in anticipo», dice Imparato. «Altrimenti come possiamo promuoverli bene? Si otterrebbero risultati migliori, soprattutto in provincia». Che ci sia bisogno di un cambio di passo strutturale è anche l’opinione di Sergio Oliva, responsabile programmazione gruppo Anteo spazioCinema: «Si tengono inutilmente in magazzino film che non hanno i fondi per la promozione, molti di questi non arrivano a 100mila euro», sottolinea. «Bisogna studiare nuove metodologie, ad esempio investendo sulle risorse umane: per un certo tipo di cinema, che non si può permettere la pubblicità televisiva o via stampa, è più importante creare passaparola incuriosendo attraverso altri sistemi, magari attraverso la presentazione di film in sala con relatori e/o talent. Lavorarci è faticoso e richiede tempo, ma non possiamo continuare a lavorare con gli stessi metodi di 30 anni fa».

Il Cinema Edera di Treviso
REINVENTARE L’ESTATE
L’opinione degli esercenti è unanime: non è stata un’estate forte per il cinema d’essai, e il motivo principale è la mancanza di titoli di risalto. «Dopo Rapito non è uscito praticamente nessun film importante di qualità: sono stati distribuiti tutti film decorosissimi ma non promossi adeguatamente», afferma Sergio Oliva del gruppo Anteo spazioCinema. «Il pubblico così non riesce a cogliere con continuità la bellezza di andare al cinema. Animali selvatici di Cristian Mungiu, per esempio, collegato a due film più importanti avrebbe avuto una risonanza maggiore. Escluso Barbie, che non è il tipico film di qualità da città ma che abbiamo messo in programmazione tutti, mancavano un paio di film d’autore di rilievo». In alcuni casi la risorsa chiave per la stagione estiva si è rivelato il rapporto diretto dei film col territorio. È il caso dei cinema trevigiani di Giuliana Fantoni: «D’estate ho abituato il pubblico da trent’anni a una rassegna estiva, appuntamento molto atteso che ha dato continuità di respiro. Quest’anno poi i quattro giorni del nostro Edera Film Festival hanno aumentato le frequenze anche grazie a un film girato a Treviso che ha dato esiti straordinari, Le mie ragazze di carta di Luca Lucini, uscito a metà luglio: sul territorio, ha trainato la stagione». L’abbinamento con l’iniziativa ministeriale di riduzione del prezzo si è rivelata vincente: «Questo film ha avvicinato alla sala persone curiose che avevano visto le riprese in città, o avevano addirittura partecipato, e quelle stesse persone, scoprendo che potevano vedere altri film a 3,50 euro, sono poi tornate. È stata una piccola sorpresa locale che ci ha regalato un’estate significativa». Uno scenario simile si è verificato a maggio nei cinema di Paolo Protti: «Rapito, girato in parte a Mantova, ha avuto un impatto forte nei nostri cinema, ma progressivamente dalla seconda metà di giugno si è persa la spinta delle uscite di peso e anche l’iniziativa ministeriale del biglietto a 3,5 euro, mancando il prodotto, è risultata del tutto ininfluente. Avevamo previsto di tenere aperto tutta l’estate e invece a metà luglio abbiamo rinunciato perché non ne valeva la pena». Sono invece rimaste aperte le sale di Domenico Dinoia: «Spero che i blockbuster dell’estate 2023 abbiano definitivamente smontato l’idea che gli italiani d’estate non vanno al cinema. Non solo Barbie, ma anche Indiana Jones, Elemental, Mission: Impossible e altri titoli commerciali hanno fatto da traino all’idea di tornare al cinema. Per il segmento di qualità ci sono stati casi meritevoli come i titoli di Movies Inspired, per esempio As Bestas, oppure Come pecore in mezzo ai lupi, La folle vita, Il mistero del profumo verde: piccoli film che hanno alimentato l’apertura delle sale d’essai nel periodo estivo. Però è un peccato che da Cannes sia uscito in sala solo Rapito: non possiamo permetterci di avere quattro mesi vuoti per poi condensare tutto nei mesi autunnali». Anche le sale di Circuito Cinema sono rimaste aperte durante l’estate con diverse rassegne: «Abbiamo tirato fuori un po’ di creatività per dare al pubblico delle alternative, che sono state bene recepite», afferma Fabio Fefé. «L’iniziativa ministeriale ha aiutato: la leva del prezzo incoraggia, molta gente si è riabituata ad andare al cinema dopo anni». A Senigallia Carmine Imparato ha dato vita a «una rassegna estiva di opere prime e seconde italiane, tra cui I pionieri, Amusia, Diario di spezie, chiamando gli ospiti in arena, che ha registrato ottimi risultati grazie ai 3,5 euro. Abbiamo raggiunto sia i turisti che il nostro pubblico che magari non sarebbe venuto a vedere quei film se il prezzo unitario fosse stato 6 euro. È stata un’iniziativa fondamentale e aumenteremo gli appuntamenti l’anno prossimo».

Il Quattro Fontane di Roma
LA FORZA DELL’INIZIATIVA MINISTERIALE SULLE ARENE
L’opinione condivisa dagli altri esercenti invece è che, senza nuovi titoli di rilievo per il settore, la riduzione del prezzo sia stato un incentivo quasi ininfluente sull’andamento degli incassi delle sale al chiuso. Tutt’altro impatto ha avuto invece sulle arene, con una programmazione mista di cinema di qualità e commerciale, come racconta Paolo Protti: «L’arena in centro città ha dato risposte molto positive sia sul versante di Cinema Revolution sia sull’iniziativa del prezzo: abbiamo migliorato le performance dell’anno scorso». «Per presenze, numero di spettacoli ed eventi, quella di Sinigallia è la prima arena marchigiana», dice Imparato. «Nei primi 15 giorni dell’iniziativa abbiamo registrato +75% di incasso perché l’arena di Senigallia aveva un prezzo più basso rispetto ai 6,50 euro netti della nostra solita offerta, e questo ci ha fatto aumentare la media incasso a biglietto. È andata bene anche la rassegna estiva di opere prime e seconde italiane, con gli ospiti, come le proiezioni di un film italiano a sorpresa, come Evelyne tra le nuvole o Billy, alle 6 della mattina con colazione a fine proiezione. Perché la riduzione di prezzo sia davvero efficace sulle presenze, però, c’è bisogno che sia un’iniziativa ripetuta nel tempo e sostenuta da una comunicazione costante con molti mesi di anticipo. Bisognerebbe insistere con una campagna che parta magari da marzo. Inoltre, programmando il calendario estivo con anticipo, dovremmo sapere molto…
Per leggere l’articolo completo sull’ultimo numero di Box Office CLICCA QUI.
© RIPRODUZIONE RISERVATAIn caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it