Copia privata, firmato il nuovo decreto: le tariffe

Via libera al nuovo testo che aggiorna i compensi per la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi
copia privataCr. Shuttershock

È stato firmato il nuovo decreto del Ministro della Cultura Alessandro Giuli che aggiorna il compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi (la cosiddetta copia privata), con entrata in vigore fissata alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento è datato Roma, 23 febbraio 2026 e definisce che il compenso è determinato secondo la misura tariffaria contenuta nell’Allegato tecnico, che ne costituisce parte integrante.

Il decreto è stato reso disponibile in anteprima anche attraverso la pubblicazione integrale diffusa da IsICult, che nel testo accompagnatorio ha richiamato l’attenzione soprattutto sull’impatto delle nuove tariffe su dispositivi di largo consumo come smartphone e computer e sull’estensione del perimetro ai servizi cloud. Nel merito, l’impostazione resta quella di un tariffario applicato ad apparecchi, supporti e memorie assoggettate al compenso, con importi fissi o scaglioni legati alla capacità. Il decreto precisa inoltre che restano ferme le regole su esenzioni e rimborsi già previste dal decreto del 30 settembre 2024, con applicazione esplicita anche alla “memoria in cloud o spazio di memorizzazione in cloud”. Sul fronte operativo, per il cloud sono previsti moduli dedicati e una soglia sotto la quale la liquidazione dei rimborsi resta sospesa fino al raggiungimento dei 5 euro.

La novità più evidente è proprio l’introduzione di una voce specifica per la memoria in cloud: il compenso è calcolato su base mensile per gigabyte e per utente, con un tetto massimo mensile applicabile di 2,40 euro per utente; la dichiarazione trimestrale deve indicare, mese per mese, numero di utenti attivi e capacità di memoria a disposizione. Nell’Allegato tecnico viene anche definito chi è considerato “utente” (o “utente attivo”) e, per questa specifica categoria, chi rientra nel perimetro di fabbricante/importatore ai fini del compenso.

Per rendere più leggibile il nuovo impianto, ecco le principali voci del tariffario riportate nell’Allegato tecnico:

  • Smartphone e tablet (in base alla memoria): € 3,39 fino a 8 GB; € 4,56 >8–16 GB; € 5,61 >16–32 GB; € 6,07 >32–64 GB; € 7,36 >64–128 GB; € 8,06 >128–256 GB; € 8,64 >256–512 GB; € 9,11 >512 GB–1 TB; € 9,46 >1–2 TB; € 9,69 oltre 2 TB
  • Computer: compenso fisso € 6,07
  • Memoria in cloud/spazio cloud (mensile, per GB e per utente): € 0,0000 fino a 1 GB; € 0,0003 >1–500 GB; € 0,0002 oltre 500 GB; tetto massimo mensile € 2,40 per utente
  • Memorie trasferibili o removibili (per GB): € 0,00 fino a 1 GB; € 0,11 >1–8 GB; € 0,09 >8–32 GB; € 0,08 oltre 32 GB; massimo per unità € 5,26
  • Chiavette USB/USB stick (per GB): € 0,00 fino a 1 GB; € 0,12 >1–8 GB; € 0,11 >8–32 GB; € 0,09 oltre 32 GB; massimo per unità € 8,76
  • Hard disk interno/esterno e SSD interno/esterno (per GB): € 0,000 fino a 160 GB; € 0,011 >160–500 GB; € 0,010 >500 GB–2 TB; € 0,009 oltre 2 TB; massimo per unità € 21,02
  • Televisori/decoder e apparecchiature similari con funzione di registrazione (diversi da altre categorie specifiche): compenso fisso € 4,67

Nel testo diffuso da IsICult, Angelo Zaccone Teodosi ha espresso perplessità sull’aggiornamento delle tariffe nell’era dello streaming, citando in particolare l’impatto su dispositivi come smartphone e computer e sollevando dubbi sull’attualità del prelievo rispetto alle pratiche di fruizione odierne. In ogni caso, dal punto di vista normativo, il decreto definisce il nuovo perimetro e le nuove misure, includendo per la prima volta in modo strutturato anche la componente “cloud” e indicando che restano applicabili le regole su esenzioni e rimborsi, con modulistica dedicata e soglia minima di liquidazione dei rimborsi inferiori a 5 euro.

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