La lunga attesa per la ricostituzione della Commissione Promozione Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura si chiude con una nuova squadra di esperti chiamata a valutare festival, premi, rassegne e progetti destinati ai contributi pubblici. Un organismo particolarmente strategico per il settore, rimasto fermo per mesi dopo le dimissioni che avevano destabilizzato la precedente composizione e costretto il Ministero a intervenire per ripristinare la funzionalità della struttura.
A rivelare nel dettaglio i nomi della nuova Commissione è l’Istituto italiano per l’Industria Culturale IsICult, che anticipa l’elenco dei membri selezionati dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli. Stando alla fonte, ne fanno parte:
- Lavinia Consolato
- Guia Loffredo
- Gianfranco Rinaldi
- Raffaella Salamina
- Assunta Valeria Fatone
- Claudio Siniscalchi
- Arnaldo Colasanti
- Giorgia Maria Leoni
- Ivan Cardia
Il decreto di nomina, firmato il 3 novembre 2025 e registrato dalla Corte dei Conti, avvia ufficialmente il percorso che porterà l’organo a esaminare le istanze relative alle iniziative previste per il 2025, nonostante le tempistiche rimangano considerate non ideali dagli addetti ai lavori. Rispetto alla precedente composizione vengono confermati sette commissari, tra cui quattro dei nove dimissionari delle scorse settimane: Consolato, Loffredo, Rinaldi e Salamina. I cinque nuovi ingressi – Fatone, Siniscalchi, Colasanti, Leoni e Cardia – sostituiscono Tilde Corsi, Riccardo Tozzi, Vito Zagarrio, Rossana Rummo e Fortunato Cerlino, figure su cui erano state sollevate perplessità legate a potenziali conflitti di interesse o profili di inopportunità.
Pur salutando la riattivazione della Commissione, il presidente di IsICult Angelo Zaccone Teodosi commenta come «la notizia buona è che finalmente viene riattivata la Commissione, superando un grave ritardo determinatosi dopo le dimissioni di gran parte dei suoi componenti» e riconosce che «è positivo che siano venuti meno i conflitti di interessi che erano emersi nella precedente commissione». Tuttavia, osserva che il processo di selezione non ha visto alcuna procedura pubblica, sottolineando che «quel che spiace osservare è che il Ministro Giuli, pur avendo annunciato un cambio di metodo, ha scelto i 12 esperti senza alcuna procedura pubblica».
Le radici della crisi risalgono alla primavera 2025, quando sette dei dodici membri della precedente Commissione avevano rassegnato le dimissioni, denunciando criticità operative e tempi incompatibili con una valutazione efficace delle manifestazioni. Gianfranco Rinaldi, uno dei dimissionari, aveva ricordato come la Commissione si fosse trovata «nell’assurda situazione di valutare i preventivi di molte manifestazioni dopo che quelle stesse manifestazioni si erano già svolte». L’avvicendarsi delle rinunce aveva innescato un dibattito più profondo, con Zaccone Teodosi che aveva definito l’episodio «un atto di coscienza civile», denunciando «conflitti di interessi, limiti all’indipendenza, prevalenza del capitale relazionale sulla qualità dei curricula e dei progetti».
Già a marzo, lo stesso presidente di IsICult aveva accolto come “rivoluzionaria” la volontà del Ministro Giuli di rivedere i criteri di valutazione, ribadendo che «talvolta è arduo, se non impossibile, comprendere perché una iniziativa viene sovvenzionata con 10.000 euro piuttosto che con 100.000 euro» e segnalando casi di evidente inopportunità, tra cui la contemporanea presenza di Rossana Rummo nella Commissione e nel CdA dell’Aamod, beneficiario di un contributo da 80.000 euro.
La nuova Commissione eredita così un quadro complesso, dopo che la precedente tornata aveva distribuito 12,2 milioni di euro alla Promozione 2024 tra festival, premi, rassegne, progetti e cineteche. Il settore attende ora di capire se il nuovo assetto riuscirà a introdurre maggiore trasparenza e processi più lineari, rispondendo alle richieste avanzate negli ultimi mesi e superando le criticità che avevano portato alla decadenza della precedente struttura.
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