Il secondo giorno di CinemaCon 2026 ha riportato a Las Vegas alcuni dei panel più attesi dell’intera convention, tra sguardi al futuro dei grandi franchise, prime immagini esclusive e aggiornamenti sui listini dei prossimi due anni. La giornata si è aperta con le presentazioni di GKIDS e Neon, che hanno mostrato nuovi materiali da titoli molto diversi tra loro, dal kaiju movie al cinema di genere più autoriale, ma il momento più atteso è arrivato nel pomeriggio con il panel di Warner Bros., chiamata a rilanciare il peso del proprio slate tra 2026, 2027 e oltre, nonostante il turbolento periodo segnato dall’acquisizione in corso da parte di Paramount. Tra i grandi annunci del day 2 spiccano soprattutto il cast svelato per The Lord of the Rings: The Hunt for Gollum, il titolo del film di Game of Thrones dedicato ad Aegon Targaryen, il primo lungo assaggio di Dune: Part Three, ma anche nuovi materiali da Supergirl, Practical Magic 2, The Great Beyond e altri progetti destinati a occupare il calendario dei prossimi anni.
Warner Bros.
È stata senza dubbio Warner Bros. a catalizzare l’attenzione della seconda giornata, con una presentazione molto ampia che ha toccato Warner Bros. Pictures, New Line, Animation e DC Studios. Tra le novità più forti emerse dal panel c’è il cast di The Lord of the Rings: The Hunt for Gollum, il nuovo film ambientato nella Terra di Mezzo e diretto da Andy Serkis, che arriverà nelle sale il 17 dicembre 2027. Oltre allo stesso Serkis come Gollum, sono stati annunciati i ritorni di Ian McKellen nel ruolo di Gandalf, Elijah Wood come Frodo Baggins e Lee Pace come Thranduil, mentre tra i nuovi ingressi figurano Kate Winslet, Leo Woodall e Jamie Dornan, indicato come Strider, cioè il personaggio destinato poi a essere rivelato come Aragorn. Il film racconterà la caccia a Gollum negli anni che precedono La Compagnia dell’Anello.
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Sempre sul fronte franchise, Warner ha svelato anche il titolo di lavorazione del primo film cinematografico legato a Game of Thrones, che al momento si chiama Game of Thrones: Aegon’s Conquest. Il progetto racconterà Aegon I Targaryen, il conquistatore che unificò Westeros, ed è stato inserito nella sezione del listino dedicata al “2027 and beyond”, segno di una fase ancora iniziale ma già piuttosto chiara sul piano dell’ambientazione. La sceneggiatura è affidata a Beau Willimon.
Molto forte anche la chiusura del panel con Dune: Part Three, presentato da Denis Villeneuve insieme a Timothée Chalamet, Zendaya e Jason Momoa. Alla platea sono stati mostrati i primi sette minuti del film, ambientato diciassette anni dopo il secondo capitolo e descritto dal regista come un thriller più rapido, più emotivo e più orientato all’azione rispetto ai precedenti. Chalamet ha anticipato un Paul Atreides ormai trasformato nella peggiore versione di sé, mentre il film riporterà in scena diversi volti già noti e introdurrà anche Robert Pattinson come Scytale. L’uscita è fissata al 18 dicembre 2026, lo stesso giorno di Avengers: Doomsday, coincidenza che preoccupa e non poco gli esercenti.
Tra i titoli già noti ma arricchiti da nuovo materiale c’è anche Supergirl, che ha mostrato una lunga scena ambientata su un malridotto bus spaziale interplanetario, con Kara alle prese con pirati tecnologici e spider droids. Il film, basato sul fumetto Supergirl: Woman of Tomorrow, arriverà il 26 giugno 2026. Spazio anche a Practical Magic 2, con Sandra Bullock e Nicole Kidman di nuovo insieme per il sequel del cult del 1998, e a The Great Beyond, il nuovo film diretto da J.J. Abrams con Glen Powell e Jenna Ortega, presentato con un trailer volutamente misterioso e fissato per il 13 novembre.
Warner ha inoltre continuato a definire il proprio calendario futuro con una lunga serie di date e nuovi progetti. Tra questi spiccano il prequel di Ocean’s con Margot Robbie, programmato per il 25 giugno 2027, The Revenge of La Llorona, Evil Dead Wrath, Gladys come spin-off o prequel legato a Weapons, Final Destination 7, The Flood di Zach Cregger e un film di Baz Luhrmann su Giovanna d’Arco previsto per il novembre 2028. Nel complesso, il panel ha dato l’idea di uno studio intenzionato ad aumentare in modo deciso il numero di uscite e a puntare con forza sia sui franchise consolidati sia su nuovi titoli di richiamo.
GKIDS
La mattinata del day 2 si era però aperta con un altro annuncio molto interessante, quello di Godzilla Minus Zero, sequel diretto di Godzilla Minus One presentato da GKIDS con le prime immagini ufficiali. Il regista Takashi Yamazaki, vincitore del premio Oscar per i migliori effetti speciali proprio grazie al film sul kaiju più famoso della storia, ha spiegato che il nuovo film continuerà direttamente la storia del precedente e seguirà ancora la famiglia Shikishima. Il teaser mostrato a Las Vegas ha suggerito una presenza più marcata di elementi americani nella vicenda, culminando con l’immagine di Godzilla davanti alla Statua della Libertà, uno dei momenti visivamente più forti dell’intera giornata. Il film è atteso il 6 novembre 2026 e sarà girato anche per il formato IMAX.
Neon
Accanto ai grandi franchise, il secondo giorno di CinemaCon ha riservato spazio anche a un listino più legato al cinema di genere e d’autore grazie al panel Neon. Tra i titoli mostrati c’era Hokum, horror ambientato in un hotel infestato introdotto da Adam Scott, in uscita il 1° maggio 2026. È poi arrivato un nuovo sguardo a A Place in Hell, thriller con Michelle Williams e Daisy Edgar-Jones previsto per Natale 2026, giocato sul rapporto sempre più teso tra due donne all’interno di uno studio legale.
Neon ha mostrato anche materiale da I Love Boosters, nuovo film di Boots Riley con Keke Palmer e LaKeith Stanfield, atteso il 22 maggio 2026, ma il titolo che ha acceso maggiore curiosità è stato probabilmente Hope di Na Hong-jin. Il film, ancora senza data d’uscita ma destinato a debuttare a Cannes, è stato presentato con un primo assaggio che unisce mostri giganteschi, atmosfere da creature feature e un immaginario da fantascienza apocalittica. Per Neon, il panel ha confermato la volontà di affiancare film dal profilo festivaliero a opere di genere più immediate, mantenendo un’identità molto riconoscibile anche in una cornice dominata dai grandi studios.
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