“Sulla rinascita del cinema italiano incombe una minaccia mortale”. Inizia in questo modo su ‘Il Messaggero’ di oggi l’intervento del presidente dei produttori Anica, Riccardo Tozzi. E la minaccia mortale è “la progressiva rarefazione delle sale cinematografiche nei centri urbani. Nel corso dell’ultimo triennio la quota di mercato dei multiplex sul totale del mercato delle sale è salita dal 40 al 60%. Non si è trattato di un affiancamento alle preesistenti sale urbane ma di una sostituzione”. Riccardo Tozzi evidenzia il fatto che la sostituzione delle sale urbane con i multiplex equivale a una sostituzione di pubblico: giovani al posto degli adulti. Questo depauperamento delle sale urbane ha inciso sugli incassi dei film italiani: “Se si comparano i risultati di film italiani usciti due/tre anni fa con quelli usciti in questi mesi, si vede che gli incassi nelle sale urbane sono gli stessi. Ma, essendo le sale urbane diminuite del 25/30% gli incassi totali attuali sono inferiori a quelli passati della stessa misura. Un film che due anni fa incassava sei milioni, oggi ne incasserebbe quattro. Come conseguenza, già quest’anno la crescita del pubblico del cinema italiano si interromperà: è del tutto probabile che la nostra quota di mercato scenda sensibilmente sotto il 30%”. Specifica il presidente dei produttori: “Ciò non significa che lo sviluppo dei multiplex sia in sé un male. Tutt’altro: la crescita di questo circuito è stata ed è un elemento di modernizzazione essenziale per il nostro esercizio. E’ male che non si agisca per riqualificare e potenziare il circuito urbano, nella provincia e nelle grandi città. Dico riqualificare e non conservare: le sale urbane possono vivere e prosperare solo se si modernizzano e si adeguano ad un consumo più sofisticato… Bisogna lanciare un piano di incentivi che orienti decisamente alla riapertura e alla riqualificazione del circuito di sale dei centri urbani grandi e piccoli”.
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