Cinema: Tozzi, disinteresse politico per la cultura

«Non diciamo che il cinema italiano non ha problemi. Ha i problemi dell’Italia: disinteresse politico per la cultura e ruolo eccessivo e non regolato dei media sulla vita culturale del Paese». Lo sostiene oggi il produttore Riccardo Tozzi, presidente di Cattleya e presidente dei produttori dell’Anica, sulle pagine del quotidiano ‘Il Riformista’. In replica alle polemiche sullo stato di salute della nostra cinematografia, accese dall’assenza di film italiani in concorso al Festival di Cannes, Tozzi sostiene che gli argomenti d’attacco (che sono: «Il cinema italiano è assistito, va male ed è scadente, non merita dunque sostegni») non hanno fondamento. Confuta questa tesi spiegando come sia cambiato dal 2004 il sistema di finanziamento statale, riportando i risultati del cinema italiano in termini di quota di mercato (30% nel 2007 contro il 12% di fine anni 90) e portando esempi della vitalità dei nostri autori. Afferma inoltre che il nostro cinema «non ha abbastanza risorse e libertà perché i media (tendenzialmente monopolistici e intrecciati con la politica) non gli dedicano le risorse e gli spazi necessari. E anche perché non gode degli strumenti fiscali in atto nei Paesi concorrenti».

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