I 27 senatori di Rifondazione comunista hanno firmato un disegno di legge denominato ‘Disposizioni in materia di cinematografia’. Tre gli argomenti affrontati: distribuzione, nazionalità e antitrust. Per quanto riguarda la distribuzione, la principale novità del ddl è che per ogni film extraconunitario che esce, devono essere distribuite due pellicole europee di cui una italiana. Per la nazionalità sono diversi i requisiti richiesti: devono essere italiani o in maggioranza italiani, il regista, gli autori, gli sceneggiatori, gli attori principali e secondari, direttore della fotografia, montatore, autore della musica, scenografo, costumista e troupe. Le riprese di esterni e interni devono effettuarsi in maggioranza in Italia. Sull’antitrust, il testo specifica che, chi possiede network televisivi non può svolgere attività di produzione ma può finanziare i produttori. Inoltre, le imprese che producono più di 10 film all’anno o che fatturano più di 20 milioni di euro, non possono distribuire pellicole né possedere sale cinematografiche. Per Rifondazione sarebbe auspicabile anche l’istituzione di un Centro nazionale della cinematografia.
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