Il settore dell’esercizio cinematografico in Nord America continua a investire con decisione, confermando la centralità delle sale come luoghi di intrattenimento e di comunità. In un momento in cui il pubblico cerca sempre più esperienze premium e servizi aggiuntivi, i proprietari di cinema hanno speso oltre 1,5 miliardi di dollari nell’ultimo anno per costruire nuovi spazi o rinnovare quelli esistenti. Una cifra importante, che testimonia la volontà di adattarsi a un mercato in trasformazione, più giovane e orientato alla qualità.
Secondo il Cinema Investment Report di Cinema United (ex NATO), 920 milioni di dollari provengono dalle otto catene più grandi, a conferma del peso delle realtà industriali più strutturate. Solo dodici mesi fa, l’associazione aveva reso pubblico l’impegno dei maggiori circuiti a investire oltre 2,2 miliardi di dollari nell’arco di tre anni. L’aggiornamento diffuso ora segnala che la tabella di marcia è rispettata e che il settore ha concrete possibilità di raggiungere l’obiettivo. Cinema United rappresenta circa 64.000 schermi nel mondo e il rapporto evidenzia non solo la portata degli investimenti, ma anche il loro impatto sulle comunità locali.
«L’esercizio cinematografico è un’industria fondamentale. I proprietari di sale non stanno solo reinvestendo nelle loro strutture, ma nelle città e nei paesi di tutte le dimensioni negli Stati Uniti e in Canada. I beneficiari saranno, naturalmente, gli spettatori di tutte le età, ma anche le imprese locali e gli artigiani che contribuiscono a queste ristrutturazioni», ha dichiarato Michael O’Leary, CEO di Cinema United.
Gli interventi vanno dalla costruzione di nuovi centri di intrattenimento che uniscono multisale ad attività collaterali come bowling, tiro con l’ascia o sale giochi, alla riapertura di cinema chiusi e al rinnovamento tecnologico con proiettori digitali, nuovi schermi, sistemi audio avanzati e poltrone di ultima generazione. Sempre più diffusi sono i bar nelle hall e le cucine interne: il rapporto segnala che circa il 10% del box office nordamericano deriva ormai dalle vendite legate alla formula “dine-in”.
Tra i casi più significativi c’è quello di Regal, che con 404 sedi negli Stati Uniti ha raccolto 250 milioni di dollari per progetti di ammodernamento in location simbolo come il Regal LA Live di Los Angeles, il Regal Sherman Oaks Galleria in California, il Regal Naples in Florida, il Regal Bistro at The Falls di Miami, il Regal Greenway Grand Palace di Houston e il Regal Valencia a Santa Clarita. «Ogni volta che rinnoviamo un cinema vediamo l’impatto sulla comunità. Continuando a investire per offrire la migliore esperienza cinematografica, i nostri clienti beneficiano di migliorie in sala e aggiornamenti digitali», ha dichiarato Eduardo Acuna, CEO di Regal.
Il colosso AMC ha destinato nel 2025 circa 225 milioni di dollari per la manutenzione e il miglioramento delle sue strutture a livello globale. Accanto a queste realtà, il report segnala gli investimenti della canadese Cineplex, della messicana Cinépolis e delle catene statunitensi Cinemark, Marcus Theaters, Harkins, B&B Theatres, Santikos e Golden Ticket Cinemas, oltre a esempi indipendenti come l’Ojai Playhouse in California, acquistato nel 2020 da David Berger e trasformato con oltre 10 milioni di dollari di lavori in quattro anni.
«Le sale cinematografiche offrono un’esperienza di intrattenimento senza paragoni per il pubblico di tutto il mondo, ma rappresentano anche punti di riferimento fondamentali nelle loro comunità. Il reinvestimento e l’innovazione in atto nelle sale di tutte le dimensioni rafforzeranno le economie locali, generando entrate e creando posti di lavoro», ha sottolineato Bob Bagby, CEO di B&B e presidente di Cinema United.
Fonte: Deadline
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