Riforma del Fus, rifondazione di Cinecittà Holding e ruolo dello Stato centrale. Questi in sintesi i criteri guida proposti ieri dall’onorevole Gabriella Carlucci, responsabile dello spettacolo per il Pdl, al teatro Valle di Roma, nell’ambito della presentazione delle linee che dovrebbero ispirare una futura legge quadro sullo spettacolo italiano (cinema, teatro, enti lirici): “Non vogliamo passare alla storia come i tagliatori del Fus – ha argomentato la Carlucci – non bisogna spendere meno, bisogna spendere meglio”. E in quest’ottica sono stati divulgati i dati di un’indagine secondo cui i finanziamenti degli enti locali ammontano a circa 2.800 milioni di Euro che, superando i 1.860 milioni dello Stato centrale, alimentano una serie di eventi (circa 700 in Italia) conflittuali con quelli statali. A tal proposito “occorre istituire –ha proseguito la Carlucci – una cabina di regia interistituzionale che consenta una politica strategica orientata all’efficacia e all’efficienza” e che effettuerà dei monitoraggi e darà direttive sulla politica culturale del Paese. Per quanto riguarda Cinecittà Holding, in chiave di promozione e sostegno alla formazione e diffusione delle opere prime e documentari, si propone la fusione in una sola società di tutte le attività del gruppo tra le quali rientrerebbe anche il Centro Sperimentale di Cinematografia. A proposito delle sale cinematografico, Gabriella Carlucci propone la liberalizzazione delle strutture fino a 2.500 spettatori mentre per i cinema oltre i 2.500 spettatori l’autorizzazione è demandata allo Stato centrale in comune accordo con gli Enti Locali.
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