A promuovere l’iniziativa sono 100autori, ACMF, AIDAC, AIR3, ANAC e WGI, che tornano così a chiedere attenzione sulle scelte del governo in materia di sostegno al settore. Al centro della protesta resta il decreto riparto 2026, contestato dal Coordinamento per un impianto ritenuto penalizzante nei confronti del cinema italiano. Nel comunicato diffuso oggi, le associazioni ricordano che due settimane fa avevano lanciato l’appello “Non c’è Italia senza cinema. Patrioti, ma di quale patria?”, raccogliendo «immediatamente l’adesione di oltre 6000 professionisti del settore cinematografico e audiovisivo».
Secondo il Coordinamento, quel testo ha avuto l’effetto di riaccendere il dibattito pubblico e di spingere il governo ad annunciare lo stanziamento di nuove risorse per 20 milioni di euro. Una misura che viene accolta positivamente, ma considerata non sufficiente rispetto alla portata dei tagli denunciati. Nel mirino ci sono in particolare il tax credit, i sostegni selettivi, quelli automatici, oltre ai fondi per sale e festival. Per le associazioni, il reintegro annunciato non basta a compensare uno sbilanciamento che, sempre secondo quanto si legge nella nota, riduce le risorse per il cinema italiano e aumenta in modo significativo quelle destinate alle produzioni straniere.
Il Coordinamento sottolinea inoltre che manca ancora la certezza sulla destinazione effettiva dei nuovi fondi e insiste soprattutto sulla necessità di riequilibrare i contributi selettivi, definiti «strumento imprescindibile per la vitalità e l’innovazione del nostro cinema e per la sua competitività internazionale». Nella stessa nota, le associazioni collegano questo indebolimento anche alla recente assenza di film italiani dai festival di Berlino e Cannes, indicata come un segnale della difficoltà che sta attraversando il comparto.
Un altro punto segnalato riguarda le commissioni incaricate di giudicare l’assegnazione dei contributi. Su questo fronte, il Coordinamento riconosce al Ministero della Cultura di aver aperto alle proposte avanzate dalle associazioni sulla riforma del meccanismo di nomina e sulla trasparenza. Un impegno che, viene ricordato, sarebbe stato assunto pubblicamente dalla sottosegretaria Lucia Borgonzoni nel corso dell’incontro con le categorie.
L’assemblea del 21 aprile servirà quindi a mettere a confronto tutte le componenti del settore sulle prossime mosse da intraprendere. La mobilitazione, spiegano gli autori e le autrici, non si ferma: l’obiettivo è mantenere alta l’attenzione sulle decisioni che riguardano il cinema e l’audiovisivo italiano, in una fase considerata decisiva per la tenuta produttiva e culturale del comparto.