Nonostante segnali di ripresa e la crescita di alcuni titoli di grande richiamo, il cinema globale non ha ancora ritrovato la solidità economica che caratterizzava l’epoca pre-pandemica. Lo conferma l’ultima edizione del Global Entertainment & Media Outlook 2024-2028 redatto da PwC, una delle analisi più complete e seguite del settore, che prevede come l’industria cinematografica non tornerà ai livelli di incasso registrati nel 2019 prima del 2030.
Secondo il report, i ricavi complessivi del box office mondiale nel 2025 passeranno a 33,5 miliardi e a 37,7 miliardi nel 2029. Un trend positivo, ma ancora distante dai 39,4 miliardi raccolti nel 2019. In particolare, PwC sottolinea: «Nel 2030 potremmo vedere i ricavi globali al box office tornare ai livelli pre-pandemici». Una previsione che evidenzia come la ripresa sia tutt’altro che immediata.
Il mercato statunitense, il più rilevante a livello globale, riflette questa dinamica. I ricavi complessivi del comparto cinema USA, che nel 2019 avevano toccato quota 11,7 miliardi di dollari, non supereranno i 10,8 miliardi entro il 2029, pur crescendo dai 9,6 miliardi previsti nel 2025. Anche il box office puro (senza contare concessioni e accessori) resterà sotto la soglia dei 10 miliardi: per il 2025 è stata prevista una crescita fino 8,7 miliardi, con un progressivo aumento a 9,8 miliardi nel 2029. Il numero di biglietti venduti, secondo PwC, passerà dai 734 milioni nel 2024 a 823 milioni nel 2029, ma sarà comunque lontano dagli 1,3 miliardi del 2019.
«Purtroppo è improbabile che la piena ripresa avvenga entro il periodo di previsione», spiega Bart Spiegel, responsabile globale Entertainment & Media di PwC. «Tuttavia, stimiamo che alla fine del 2029 l’industria sarà sull’orlo della piena ripresa. In altre parole, il 2030 potrebbe essere l’anno in cui gli incassi globali torneranno ai livelli pre-pandemia» ha aggiunto.
Le cause sono molteplici: dalla persistente erosione delle presenze in sala all’aumento dei costi per la realizzazione dei film, passando per l’impatto delle trasformazioni nei consumi digitali. In particolare, la competizione con lo streaming e gli effetti degli scioperi WGA e SAG-AFTRA del 2023 hanno rallentato l’uscita di titoli di punta. Inoltre, il report segnala che «i blockbuster rappresentano ancora la parte più significativa dei ricavi» e che «i film di medio budget, compresi quelli da premio, stanno faticando a imporsi al box office, preferiti dagli spettatori in streaming».
Nel frattempo, il settore si evolve cercando nuove strategie per valorizzare l’esperienza cinematografica. Negli USA sono in crescita le sale dotate di schermi extra-large e sedute di lusso, mentre i programmi fedeltà sono passati da 106 milioni di iscritti nel 2023 a 119 milioni nel 2024. Il comparto resta tuttavia polarizzato. Come ricorda PwC: «Gli Stati Uniti rimangono un mercato molto polarizzato, con una manciata di “tentpole movies” che rappresentano la maggior parte dei profitti».
Sul piano globale, la spinta maggiore alla crescita del settore E&M secondo la ricerca arriverà dalla pubblicità: entro il 2026, per il report Global Entertainment & Media Outlook, il comparto pubblicitario supererà i 1.000 miliardi di dollari, rappresentando il 55% dell’incremento totale dei ricavi del settore. Ma questa espansione non si tradurrà automaticamente in maggiori entrate per il cinema, che secondo i dati PwC vedrà superati i livelli del 2019 solo nel 2026, e solo per quanto riguarda i ricavi lordi.
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