L’Osservatorio europeo dell’audiovisivo ha pubblicato la nuova edizione del rapporto Made in Europe, uno studio che fotografa lo stato della distribuzione cinematografica dei film europei nel mondo e che conferma un 2024 in netta ripresa, pur con un evidente margine ancora da colmare rispetto all’era pre-pandemica. Il documento analizza le performance in 53 mercati, di cui 36 europei e 17 extraeuropei, evidenziando tendenze di lungo periodo e la reale tenuta dell’industria nel decennio considerato.
Il primo dato rilevante riguarda il volume degli ingressi globali ai titoli europei: nel 2024 sono stati venduti 311 milioni di biglietti, pari a un incremento del 24% rispetto al 2023. È il risultato più alto registrato dal 2019, ma resta comunque inferiore del 16% rispetto ai livelli pre-Covid. L’analisi distingue in modo chiaro tra mercato domestico e mercato estero, permettendo di individuare i fattori che hanno contribuito alla crescita. Nei mercati europei di origine sono stati registrati 193 milioni di ingressi, in aumento del 16% sull’anno precedente e pari al 62% del totale. Al di fuori dei confini nazionali si contano invece 118 milioni di ingressi, il 40% in più rispetto al 2023, a rappresentare il restante 38%.
La spinta principale arriva da due fronti: da un lato il mercato francese, che ha dominato la scena grazie al successo di Un P’tit Truc en plus e Le Comte de Monte-Cristo, entrambi oltre gli 11 milioni di biglietti nel mondo, sostenuti quasi interamente dal pubblico nazionale. Dall’altro lato il cinema britannico, che nel 2024 ha triplicato gli ingressi all’estero grazie a titoli come The Substance, The Zone of Interest e Conclave, arrivando da solo a rappresentare il 43% delle ammissioni europee in esportazione.
Il rapporto conferma anche alcune tendenze già osservate lo scorso anno. Il numero di film europei distribuiti commercialmente nelle sale di tutto il mondo continua a crescere, superando quota 3.400 nel 2024. La presenza dei titoli europei sul totale degli ingressi mondiali rimane stabile, tra il 5% e il 10% nel decennio analizzato. I mercati domestici restano la colonna portante del consumo: tra il 62% e il 66% degli ingressi dei film europei proviene infatti dai rispettivi Paesi d’origine, una quota che sale fino al 70%-74% se si escludono i film britannici, tradizionalmente più esportati.
Sul fronte internazionale, il 63% degli ingressi all’esportazione è generato da mercati europei non nazionali, mentre il restante si distribuisce tra America Latina (14%), Nord America (11%), Asia (5%) e altre regioni del mondo (7%). Rimane invece evidente la difficoltà dei blockbuster europei a tornare sui livelli precedenti alla pandemia: nel 2024 i titoli capaci di superare il milione di ingressi sono stati 47, contro i 72 registrati negli anni pre-2020, con una flessione del 35%.
Il quadro complessivo restituisce un settore in recupero e con segnali di vitalità, ma ancora distante dal pieno ritorno ai volumi dell’ultima stagione pre-pandemica. Il 2024 mostra comunque una domanda in crescita e la conferma che alcuni mercati, in particolare quello francese e quello britannico sul fronte dell’export, restano motori essenziali per la circolazione del cinema europeo. Potete trovare il report completo dell’Osservatorio a questo link.
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