Nel corso di un’informativa al Senato tenuta il 29 luglio 2025, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha tracciato un quadro articolato sullo stato del cinema italiano, soffermandosi in particolare sulla riforma del tax credit, sul rilancio delle sale cinematografiche e sul ruolo internazionale dell’Italia nel settore audiovisivo. Un’occasione che arriva a pochi giorni dall’avvio dell’interpello per la nomina del nuovo Direttore Generale Cinema e Audiovisivo, dopo le recenti dimissioni al vertice della direzione.
Il punto centrale dell’intervento è stato dedicato alla riforma del credito d’imposta, definita dal Ministro «una nuova fase per il cinema italiano». Le nuove regole prevedono meccanismi più rigorosi per l’accesso agli incentivi fiscali, con particolare attenzione alla copertura finanziaria dei progetti, alla tracciabilità delle spese e a un rafforzamento delle ispezioni. «Denunciare il malaffare non è in contrasto con la valorizzazione del cinema, anzi: è il modo migliore per rispettare chi lavora con impegno, passione e correttezza», ha affermato Giuli. Tra le novità introdotte figurano anche l’obbligo di reinvestimento in opere “difficili”, limiti al credito d’imposta (massimo 9 milioni per titolo, 18 per coproduzioni internazionali) e il divieto di subappalti a cascata.
Il Ministero ha inoltre avviato una collaborazione rafforzata con la Guardia di Finanza e stanziato 3,5 milioni di euro per nuove ispezioni, a supporto di un monitoraggio attualmente attivo su 200 fascicoli e circa 350 milioni di euro di credito, che ha già portato alla revoca di 66 milioni di euro di credito d’imposta. Il Ministro ha voluto chiarire anche l’orientamento politico della riforma: «Mi interessano precari e maestranze più che i produttori», ha dichiarato, ricordando gli incontri avvenuti il 6 giugno e il 21 luglio con attori, autori, produttori indipendenti e rappresentanti delle associazioni di categoria. Il Ministro ha inoltre reso noto che da settembre 2024 a luglio 2025 sono state presentate 729 domande di tax credit, per un credito richiesto complessivo di circa 718 milioni di euro, a fronte di una dotazione di 696 milioni per l’anno in corso, confermata anche per il 2025. «Una palese testimonianza di quanto questo Governo abbia a cuore il mondo del Cinema e di quanto il rigore nella valorizzazione del cinema autentico dia risultati», ha commentato.
Nel suo intervento, ha citato anche i dati Cinetel aggiornati al 22 luglio 2025: gli incassi sono cresciuti del 4% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre le presenze in sala hanno segnato un +2%. Un dato particolarmente significativo riguarda la quota di mercato del cinema italiano, che dopo anni di difficoltà mostra segnali di consolidamento: «Nel periodo che va da inizio anno a giugno è da rilevare la crescita della quota legata al cinema italiano: si è passati infatti dal 21,4% del 2023 al 23,5% dell’anno scorso, arrivando nel 2025 al 31,9% – ha dichiarato Giuli, sottolineando che – tra le pellicole più viste tra quelle uscite in sala in questi mesi tre su cinque sono italiane». Il Ministro ha voluto collegare direttamente questi risultati all’attività di riforma e sostegno istituzionale: «Il rigore nella valorizzazione del cinema autentico dà risultati», ha affermato, ribadendo la linea del Governo nel promuovere opere di qualità, sostenute da criteri di merito e trasparenza. Giuli ha inoltre evidenziato l’importanza dei dati come segnale di fiducia verso l’intero comparto: «Una palese testimonianza di quanto questo Governo abbia a cuore il mondo del Cinema», ha detto, collegando l’incremento della produzione nazionale anche al nuovo assetto del tax credit e alla stabilità degli stanziamenti pubblici, che nel biennio 2024-2025 ammontano a 696 milioni di euro annui, senza riduzioni rispetto al 2023.
Nel quadro degli interventi strutturali per l’esercizio, Giuli ha illustrato il “Piano per il potenziamento del circuito delle sale cinematografiche e polifunzionali”, reso operativo tramite decreto ministeriale, con una dotazione di oltre 68 milioni di euro per il biennio 2024-2025. Le risorse, erogate sotto forma di contributi a fondo perduto, sono destinate a interventi di riattivazione, ristrutturazione, adeguamento tecnologico e realizzazione di nuove sale, anche in strutture ospedaliere e socio-sanitarie, in collaborazione con il mondo della sanità e della ricerca. «Le priorità e le aliquote dei finanziamenti privilegiano i comuni più piccoli e le piccole realtà, a testimonianza della sensibilità sociale del Governo», ha dichiarato.
L’intervento si è chiuso con un accento sulle relazioni internazionali in ambito cinematografico: Giuli ha ricordato di aver promosso, insieme alla Ministra francese Rachida Dati, un appello per la difesa del cinema europeo, sottoscritto da 23 ministri della Cultura e discusso anche in sede di Consiglio Europeo. Nel contesto della cooperazione multilaterale, si è discusso con il Commissario europeo per la Cultura Glenn Micàllef dell’istituzione di un EuroMed Film Festival, progetto inserito nella strategia dell’Unione per il dialogo con i Paesi mediterranei. A livello bilaterale, sono stati siglati accordi di coproduzione cinematografica con Algeria e Kirghizistan, oltre a una dichiarazione d’intenti con la Cina firmata a Pechino. «L’Italia del cinema è una Nazione prestigiosa e attrattiva, alla quale vengono riconosciute una grande tradizione e competenza», ha concluso il Ministro.
Fonte: MiC
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Cr. Simona Granati - Corbis/Corbis via Getty Images




