L’industria cinematografica piemontese continua a dimostrare una solidità che va ben oltre il valore culturale delle produzioni, rivelandosi un vero e proprio motore economico per il territorio. Un sistema cresciuto con costanza negli ultimi anni, capace di attrarre grandi produzioni internazionali e di consolidare una filiera locale che oggi rappresenta un punto di riferimento nel panorama audiovisivo italiano.
Secondo un’analisi riportata da Il Sole 24 Ore, il comparto del cinema e dell’audiovisivo in Piemonte genera ricadute economiche per circa 52 milioni di euro. Un dato che evidenzia l’efficacia di un modello costruito in oltre venticinque anni di lavoro, fondato su una rete produttiva completa e su una stretta collaborazione tra istituzioni, professionisti e strutture dedicate. Al centro di questo ecosistema c’è l’attività della Film Commission Torino Piemonte, affiancata da hub produttivi come Lumiq e Docks Dora, che contribuiscono a rendere il territorio competitivo anche sul piano infrastrutturale.
I numeri restituiscono la dimensione di un settore ormai maturo: circa 500 professionisti attivi nel cinema e nell’audiovisivo, 400 imprese guidate da under 35, un centinaio di società di produzione e oltre 300 aziende di servizi. Ogni anno si contano intorno ai 100 mila contratti di lavoro, mentre le produzioni che transitano in regione sono circa 200, con più di 1.200 giornate di riprese e una media di quattro set al giorno distribuiti lungo tutto l’anno tra film, serie, documentari e spot pubblicitari.
Il sostegno pubblico rappresenta un elemento chiave di questo equilibrio. Sempre secondo Il Sole 24 Ore, il contributo regionale al settore oscilla tra i 7 e gli 8 milioni di euro annui, includendo anche la parte creativa. Attraverso i fondi di sviluppo vengono finanziati circa sessanta titoli, un dato che testimonia la continuità dell’intervento e la volontà di sostenere non solo l’attrattività del territorio, ma anche la crescita di nuovi progetti e talenti.
Torino, in particolare, si conferma come uno dei set più versatili d’Italia. Negli ultimi anni ha ospitato produzioni internazionali di grande richiamo come Fast X, oltre a film d’autore e serie televisive che spaziano dal period drama alla fiction contemporanea. La città ha spesso “interpretato” altre metropoli, da Roma a Parigi, fino a San Francisco, dimostrando una flessibilità scenografica che la rende particolarmente appetibile per le produzioni straniere. E all’orizzonte si profila anche un ritorno simbolico alle origini, con Torino pronta a raccontare se stessa nel prossimo film di Marco Bellocchio dedicato alla vita di Sergio Marchionne.
Un percorso che, come emerge dall’analisi, conferma il Piemonte come un caso virtuoso in cui cinema, economia e territorio continuano a crescere insieme.
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