Cinema, che impatto ha la sala sui film in streaming?

A svelarlo è l'European Audiovisual Observatory, con una ricerca dalla quale emerge l'effettivo valore dei film quando arrivano sulle piattaforme
cinema streamingCr. Shuttershock

L’andamento di un film in sala continua a lasciare tracce molto visibili anche nel suo percorso successivo sulle piattaforme. È questa, in sintesi, la linea che emerge dalla seconda edizione di The impact of cinema admissions on SVOD usage, il rapporto pubblicato dall’European Audiovisual Observatory, firmato dall’analista Jean-Augustin Tran. Lo studio prende in esame il rapporto tra risultati al botteghino e consumo in streaming in 9 Paesi dell’Unione europea, mettendo a fuoco un legame che appare tutt’altro che marginale, soprattutto quando si parla di grandi titoli capaci di imporsi in sala.

Il dato più netto è anche quello più immediato da leggere: in media, i film con il maggior numero di admissions al cinema ottengono sulle piattaforme SVOD un tempo di visione undici volte superiore rispetto ai film con il minor numero di ingressi. Una distanza molto ampia, che secondo il rapporto si spiega soprattutto con il peso dei blockbuster statunitensi, capaci di trasformare il successo sul grande schermo in un vantaggio competitivo anche nella distribuzione digitale. La sala, insomma, continua a funzionare come amplificatore di visibilità e domanda, e questo effetto resta evidente anche nel passaggio allo streaming.

L’analisi allarga poi lo sguardo all’insieme dei film distribuiti nelle sale di almeno un Paese dell’Unione europea. Considerando tutte le origini, questi titoli raccolgono quasi due terzi del viewing time totale sulle piattaforme, pur rappresentando poco meno della metà dei cataloghi SVOD. Il dato segnala quindi una capacità di attrazione superiore al loro peso numerico nell’offerta. In altre parole, i film passati dal cinema occupano una quota relativamente contenuta dei cataloghi, ma concentrano una parte molto più ampia del consumo effettivo. Tra i territori osservati, i Paesi nordici sono quelli in cui questo scarto tra presenza nei cataloghi e quota di visione risulta più marcato.

Cr. EAO

Diverso il quadro per i film dell’Unione europea a 27. In questo caso, la loro quota di viewing time è nel complesso quasi allineata alla loro quota di presenza nei cataloghi. Non c’è dunque, a livello aggregato, un divario forte come quello registrato per l’insieme dei film usciti in sala. Anzi, in cinque dei Paesi analizzati la quota di tempo di visione dei film UE27 risulta inferiore alla loro quota di titoli disponibili, segnalando una capacità di conversione meno efficace tra offerta e consumo.

Molto rilevante è anche il capitolo dedicato agli original prodotti o commissionati direttamente dalle piattaforme. Pur rappresentando solo il 6% dei titoli misurati nel campione relativo al viewing time, questi film arrivano a generare quasi un quarto del tempo di visione complessivo. Ancora più forte il risultato degli original UE27, che pesano per il 23% del viewing time a fronte di appena il 3% dei titoli misurati. È uno dei passaggi più significativi della ricerca, perché mostra come la rarità relativa di questi contenuti si accompagni a una capacità di attirare pubblico molto superiore alla loro consistenza numerica.

Il rapporto si concentra infine sui 100 film con il maggior numero di admissions tra il 2019 e il 2023. Nel complesso, il 96% di questi titoli risulta disponibile sulle principali piattaforme streaming, dunque l’accessibilità online dei film più forti al botteghino è ormai quasi totale. Ma la disponibilità non coincide automaticamente con un successo equivalente in SVOD: solo 12 di questi 100 film compaiono anche nella top 100 per tempo di visione, e tutti sono film statunitensi.

Sul fronte nazionale, la presenza dei titoli locali di maggiore successo in sala sulle piattaforme cala invece in modo sensibile. La Spagna registra la quota più alta, con il 66% dei film nazionali della top 100 per admissions disponibili in SVOD, mentre in Finlandia i titoli nazionali presenti in streaming sono appena due. Numeri che restituiscono con chiarezza il punto centrale dello studio: il passaggio in sala resta un fattore decisivo, ma a capitalizzarlo meglio, nello streaming, continuano a essere soprattutto i grandi titoli americani.

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