Cinema: Bondi, nuovi benefici da tax credit e tax shelter

E’ stata presentata questa mattina a Roma la pubblicazione ‘Il mercante e l’artista’ (ed. Sospiri, che sarà allegato anche al n. del 30 giugno/15 luglio di ‘Box Office’) ideata dall’ on. Gabriella Carlucci e dall’ex senatore Willer Bordon. Il libro, il cui sottotitolo è “Per un nuovo sostegno pubblico al cinema: la via italiana al tax shelter” è il risultato dell’impegno che i due esponenti delle diverse formazioni politiche di centrodestra e centrosinistra hanno profuso a favore di una normativa che incoraggiasse, attraverso l’incentivazione fiscale, gli investimenti di imprese esterne al settore cinematografico. Tra gli interventi durante la conferenza stampa, quello del ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi che, a proposito del tax credit e del tax shelter, da pochi giorni approvati dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, ha dichiarato: «Con questo provvedimento il cinema italiano potrà trarre nuovi benefici e soprattutto lo stimolo per passare da un sistema di tipo assistenziale ad un sistema di tipo moderno di sostegno al cinema. Un salto di qualità che permetterà anche di creare uno zoccolo duro di produttori cinematografici indipendenti in grado di competere alla pari con gli altri colossi europei. Questa misura infine è importante perché indica un modello da seguire non solo per il cinema ma anche per l’intero comparto dello spettacolo e dei beni culturali. «L’esito positivo della vicenda relativo a tax credit e tax shelter – ha dichiarato nel suo intervento il presidente dei produttori Riccardo Tozzi – è stato dovuto anche ad una ferma presa di posizione da parte delle molte anime del settore cinema che si sono ritrovate unite nel difendere due provvedimenti i quali apporteranno un radicale aumento della produzione italiana sia in termini numerici che qualitativi». Per Angelo Barbagallo, presidente Api, bisogna «tendere ad un sistema che non vincoli questi provvedimenti alla Legge Finanziaria, ma portarli a diventare strutturali ad un sistema più ampio sul modello francese». In conclusione, sempre Barbagallo ha richiamato alla necessità di istituire al più presto anche in Italia le società di investimento sul modello delle Sofica francesi «altrimenti –ha detto- le potenzialità del tax shelter non potranno esprimersi ai giusti regimi».

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