Ieri mattina il regista Pupi Avati, in veste di presidente della Fondazione Fellini, ha presentato a Rimini “Fellini Estate 2007” rassegna che inizierà il 30 giugno con l’inaugurazione della mostra fotografica “Fellini Privat”. In questa occasione, commentando lo stato attuale del cinema italiano, Avati ha dichiarato: «Nessuno farebbe più fare un film a Fellini o a Visconti. Oggi sopravvive solo chi garantisce un ritorno economico, non si possono più produrre capolavori». Ha continuato il regista: «In parte ha ragione Tarantino, il nostro cinema si è ripiegato su se stesso, la nostra è diventata una culturetta provinciale, abbiamo smesso di guardarci intorno. Il cinema sta vivendo una fioritura, ma i film italiani sono troppo pochi. È evidente che siamo tornati a vivere una grande affezione per il cinema dopo anni di disaffezione, ma se si confronta il numero dei film italiani è evidente che siamo ancora in difficoltà». Per Avati le cause vanno ricercate anche nel rapporto con il mezzo televisivo: «La Tv italiana ci ha estromesso – sostiene Avati – i film non ci sono più o vengono mandati in onda di notte o su reti minori e poi la televisione per raccontare le storie ha inventato le fiction aumentando il distacco del pubblico dal cinema». Il prossimo progetto del regista bolognese è ‘Il padre di Giovanna’, un film drammatico interpretato da Silvio Orlando. Le riprese inizieranno a settembre, lo ha dichiarato l’attore oggi al Festival di Taormina (16-22 giugno). In autunno invece uscirà in sala il thriller ‘Il nascondiglio’ (01 Distribution) con Laura Morante.
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