CineEurope, le iniziative che stanno riportando pubblico nei cinema europei

Lucy Jones di Rentrak, Harry Bakas di Village Cinemas, Almudena Fernández-Golfín di FECE e Charlotte Jones di Omdia hanno presentato alcuni casi di successo che, in diversi mercati, stanno contribuendo ad aumentare l’affluenza in sala
fondo cinema

Uno degli elementi più ricorrenti emersi quest’anno a CineEurope è la percezione di una fase positiva per l’industria cinematografica. Il pubblico è tornato nelle sale e il cinema è rientrato con forza nella conversazione culturale. In questo contesto, durante una delle UNIC Focus Sessions di mercoledì 24 giugno, intitolata Audience Engagement Across Europe: What Really Works?, sono stati presentati diversi modelli europei che stanno funzionando nell’attirare gli spettatori.

Ad aprire il panel è stata Lucy Jones, executive director di Rentrak, che ha tracciato un bilancio del primo semestre dell’anno in mercati come Stati Uniti, Regno Unito, Irlanda, Spagna, Italia e Germania. Nella maggior parte dei Paesi europei, il film più visto dell’anno è stato un titolo locale e, in tutti i casi analizzati, i risultati di box office del 2026 risultano superiori a quelli del 2025.

Jones si è poi soffermata sul Regno Unito, dove la frequenza di visione in sala è tornata ai livelli degli anni pre-pandemia. L’unico segmento ad aver aumentato la propria frequenza nel corso dell’anno è quello delle donne under 25, grazie anche a una serie di titoli capaci di intercettare il pubblico femminile, dal documentario di Billie Eilish Hit Me Hard and Soft a Il diavolo veste Prada 2, Hamnet e Cime tempestose. Un altro dato interessante riguarda la visione individuale: gli uomini tendono ad andare al cinema da soli più delle donne, con una quota del 15% contro il 9%, percentuale che sale al 19% tra gli over 55.

Uno dei temi centrali dell’incontro è stato capire in che modo alcune iniziative locali siano riuscite a generare nuova affluenza e a consolidarsi nei rispettivi mercati. Harry Bakas, marketing and business development director di Village Cinemas in Grecia, ha presentato il lavoro sviluppato dalla società per incentivare la presenza delle scuole nelle sale. Village Cinemas, leader nel mercato greco, si trovava di fronte a un limite strutturale: non esisteva una piattaforma digitale pensata per gli istituti scolastici o per i genitori, e l’offerta rivolta alle scuole si basava semplicemente sulle nuove uscite.

Per superare questo problema, la società ha organizzato il catalogo in quattro aree: documentari educativi, film a contenuto positivo, titoli natalizi e uscite recenti. Per i documentari e i film educativi sono stati messi a disposizione materiali didattici scaricabili per gli insegnanti. Al momento il programma comprende 55 titoli, tra cui 19 documentari, 12 film recenti, 18 film d’animazione e 6 titoli natalizi. È stato inoltre creato un sito dedicato per semplificare l’acquisto dei biglietti e Village Cinemas è stata inserita nei database e nelle mailing list delle scuole.

I risultati sono stati significativi: tra marzo e aprile il programma ha raggiunto mille scuole, generato oltre 700 visite al sito e prodotto un incremento del 165% delle visite scolastiche rispetto al 2025. In prospettiva, la società vede la possibilità di estendere l’iniziativa anche ai campi estivi e alle scuole di lingua. Secondo Bakas, si tratta inoltre di un modello replicabile in altri Paesi, a patto di localizzarlo, perché semplice da realizzare e con un investimento relativamente contenuto, pari a circa 30mila euro in Grecia.

Un altro caso di successo è quello di Cine Sénior in Spagna, iniziativa pensata per incentivare la presenza in sala degli over 65. Il programma consente agli spettatori senior di andare al cinema al prezzo di 2 euro un giorno alla settimana, generalmente il martedì. Secondo Almudena Fernández-Golfín, direttrice generale di FECE, la forza dell’iniziativa risiede nella sua semplicità: è facile da comprendere, facile da applicare e contribuisce a creare una routine di consumo. In Spagna, molti spettatori associano ormai il martedì alla giornata del cinema. Nel 2025, il 37% degli spettatori presenti in sala in quel giorno della settimana ha partecipato al programma Cine Sénior.

Il progetto ha inoltre mostrato una forte capacità di sostenere la produzione nazionale. Il pubblico senior ha infatti dimostrato un interesse particolarmente elevato per i film spagnoli: 8 dei 10 titoli più visti nell’ambito del programma sono produzioni locali. Fernández-Golfín ha ricordato che non tutti i Paesi possono replicare esattamente il modello, trattandosi di un’iniziativa finanziata dallo Stato, ma ha sottolineato come i principi alla base del progetto possano essere adattati: individuare un target preciso, creare un’abitudine di consumo e mantenere una comunicazione semplice e diretta.

Charlotte Jones, analista di Omdia, ha invece posto l’attenzione sul potenziale di YouTube come strumento per attrarre spettatori e generare nuove opportunità sul fronte dei contenuti e dell’engagement. La piattaforma è il servizio di streaming più visto al mondo e il formato lungo è in costante crescita dal 2020. Inoltre, il pubblico giovane rappresenta una fascia particolarmente attiva sia su YouTube sia nella frequentazione delle sale.

Tra i casi citati, quello di Kaizen, film realizzato dallo youtuber francese Inoxtag, che ha utilizzato l’esperienza cinematografica per trasformare l’uscita in un evento. Due giorni dopo la presentazione in sala, il film è stato caricato su YouTube, dove oggi conta oltre 42 milioni di visualizzazioni. Quindici giorni più tardi, diverse catene di Francia, Belgio e Svizzera ne hanno acquisito i diritti.

Anche Backrooms è stato indicato come esempio del modo in cui la forza di YouTube possa incidere sulla traiettoria cinematografica di un contenuto. Il progetto nasce da un fenomeno emerso su 4chan nel 2018, poi diventato virale. Nel 2022 Kane Parsons ha pubblicato su YouTube un cortometraggio ispirato a quel concept e, solo un anno dopo, A24 ha annunciato lo sviluppo del lungometraggio. Il film è arrivato in sala quest’anno con risultati più vicini a quelli di una grande produzione che a quelli di un horror sperimentale. Un percorso simile è stato osservato anche per Obsession. La chiave, secondo Jones, è nella capacità di storie horror a basso rischio e basso budget di connettersi in modo diretto con il pubblico giovane.

Il quadro emerso dalla sessione conferma come l’audience engagement non passi da una sola soluzione, ma da strategie differenziate: programmi educativi, politiche di prezzo mirate, valorizzazione del pubblico senior, attenzione ai comportamenti dei giovani e integrazione con gli ecosistemi digitali. In un mercato che mostra segnali di ripresa, la capacità di costruire abitudini e relazioni continuative con pubblici specifici appare sempre più centrale per trasformare l’interesse in presenze concrete in sala.

[articolo di Fernando Garcia Martin]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
In caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it