I lavoratori di Cinecittà Studios, in sciopero da due mesi, non hanno dubbi. Il progetto presentato dai vertici della società e ribadito ieri da Luigi Abete (http://www.e-duesse.it/News/Cinema/Cinecitta-Studios-1-Abete-difende-il-progetto-di-rilancio-137832) in un incontro organizzato alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia, punta al licenziamento e alla cementificazione. Lo ha ribadito nel suo intervento il rappresentante dei lavoratori Massimo Corridori: “Si è detto che la gestione pubblica di Cinecittà Studios fu fallimentare. Purtroppo dobbiamo registrare anche il fallimento della gestione privata. Cinecittà è un bene comune al servizio della collettività ma il progetto voluto da Abete non ha identità e punta solo all’intrattenimento. La nostra proposta è: sospendiamo tutto per sei mesi e discutiamo nel concreto di quello che si può fare per rilanciare gli Studios; Cinecittà ha delle potenzialità che non sono quelle annunciate”. Ha continuato Cremonesi: “Il presidente Abete ha dichiarato che non c’è alcun progetto di cementificazione previsto per Cinecittà. E allora, cosa c’entrano con la storia degli studi l’apertura di una palestra, l’area adibita a parcheggio o tutto lo spazio destinato alla ristorazione?”. Netto il giudizio in merito alla joint venture con Panalight per il digitale e alla nuova società di sviluppo delle scenografie: “Che senso hanno questi annunci? Temiamo che servano solo per liberarsi dei lavoratori per dedicarsi allo sviluppo immobiliare mentre noi difendiamo il sogno di Cinecittà. Ma che futuro può avere una società i cui dipendenti hanno un’età media di 50 anni? Infine, a cosa è servito in questi anni avere dei presidi sulla Pontina, a Papigno o in Marocco?”.
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