Cinecittà stamattina si è raccontata in un evento chiamato “Interno Giorno” all’interno dello spettacolare Smart Stage del Teatro 18, «500 metri quadrati, uno dei più grandi al mondo» dice subito l’Amministratore Delegato Manuela Cacciamani attorniata da slide a 180 gradi piene di numeri positivi.
«Vi pregherei però di fare attenzione non solo ai numeri ma a tutta la “macchina Cinecittà” che li produce e che è fatta da circa 400 persone (i ‘Cinecittadini’ a cui sono stati dedicati i titoli di coda dell’evento, ndr) che quotidianamente danno l’anima per divulgare il talento artistico del cinema italiano. E pensare che quando sono arrivato, leggendo i giornali, Cinecittà sembrava come Cartagine per Catone: da distruggere», ha puntualizzato il Presidente Antonio Saccone davanti a una platea istituzionale in cui sedeva il direttore della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo Giorgio Carlo Brugnoni con tutti dirigenti e tutti i presidenti della filiera del cinema italiano (tra gli altri, Anica, Anec, David di Donatello, Centro Sperimentale di Cinematografia, Sngci, Sncci, Afic).
Cacciamani ha anche salutato chi ha fatto parte della governance nel passato ed era presente all’evento, da Luigi Abete a Carlo Degli Esposti, senza dimenticare Francesco Gesualdi, ora in convalescenza, il direttore «che è stato il mio capo quando ero piccolina».
I NUMERI (IN POSITIVO) DI CINECITTA’
Ma veniamo ai numeri. Il bilancio dell’esercizio di Cinecittà, chiuso al 31 dicembre 2025, vede un ritorno di profittabilità per l’azienda. L’utile netto si attesta a 1,1 milioni dopo le imposte, rispetto alla perdita di oltre 11 milioni del 2024 (pari a circa 7 milioni al netto di svalutazioni straordinarie). L’EBITDA risulta positivo per 5 milioni rispetto al dato negativo del 2024 di -3 milioni, registrando un + 250%. L’azienda torna dunque a registrare utili, dopo le rettifiche dei bilanci degli anni 2022 e 2023. Risultati possibili grazie a una riduzione dei costi di gestione di 10 milioni di euro e a un aumento dei ricavi nel 2025 (+43 per cento) così generati: gestione teatri di posa 13,9 milioni di euro, costruzioni scenografiche 4,2 milioni, eventi 7 milioni e 5 milioni per mostre, post-produzione, attività istituzionale, bookshop, altri servizi. Centrati anche tutti gli obiettivi del Pnrr che, con una spesa di 232 milioni di euro, ha portato a un aumento della capacità produttiva del 60% con la realizzazione di cinque nuovi teatri di posa e la ristrutturazione di quattro strutture esistenti. Un riverbero c’è stato anche nel settore della formazione con l’erogazione di 36 nuovi corsi che hanno formato circa 500 studenti.
«Cinecittà S.p.A. – commenta l’Ad – è una realtà che produce arte audiovisiva molto complessa, in grado di offrire servizi molto vasti, dalla creazione delle scenografie a ospitare grandi e piccoli produzioni ma anche a realizzare postproduzioni audio e video con un laboratorio sviluppo e stampa, anche in pellicola, nel quale restauriamo film storici che portiamo in giro per il mondo. Ci occupiamo di internazionalizzazione con FilmItalia, abbiamo l’onore di rappresentare l’Istituto Luce tramandando la sua storia alle nuove generazioni e siamo il braccio operativo della DGCA con la gestione amministrativa dei progetti speciali del MiC».
GLI STUDIOS
Ma certo, il cosiddetto core business e il brand per cui Cinecittà è conosciuta nel mondo, è quello dei teatri di posa e delle sue maestranze. «Abbiamo avuto l’onore di ospitare grandi produzioni italiane e internazionali» aggiunge Cacciamani che snocciola i titoli: Assassin’s Creed, la nuova serie Netflix tratta dal videogame bestseller che sta già occupando i teatri e le maestranze artigiane di Cinecittà (l’Amministratore Delegato conferma di scegliere per primi i progetti che garantiscono l’utilizzo dei lavoratori di Cinecittà), e sempre Netflix occuperà gli studi per la sesta collaborazione tra il regista Antoine Fuqua e Denzel Washington che interpreterà Annibale. E poi The Resurrection of the Christ di Mel Gibson ma anche l’acclamata serie Portobello di Marco Bellocchio, il cui ultimo episodio è appena stato rilasciato sulla piattaforma HBO Max, Sicilia Express di Ficarra e Picone, Roma elastica di Bertrand Mandico con Marion Cotillard. Nei laboratori di post-produzione audio e video sono recentemente passati Tim Burton, Luca Guadagnino, Ridley Scott, Giuseppe Tornatore, Luc Besson, Park Chan-wook e Abdellatif Kechiche.
Ma Cinecittà, che l’anno prossimo compirà 90 anni, per Cacciamani deve puntare anche a ospitare eventi: «Per Cinecittà è una voce importante nel bilancio di 7 milioni e mezzo. Per questo devo anche ringraziare Endemol che, con grande soddisfazione e affetto, continua a collaborare con noi da 25 anni, portando Il grande fratello e altre attività. Così come ospitiamo eventi importantissimi come i Premi David di Donatello di cui ringrazio la presidente Piera Detassis».
I PROGETTI E LE MOSTRE
In questa diversificazione, rivolta anche a un pubblico più giovane, oltre a iniziative permanenti come ‘Cinecittà si Mostra’ e il MIAC – Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema con 65.000 visitatori di cui 30.000 studenti, Cinecittà ha lanciato SHORT ATTACKS!, la call per registi Under35 con cui l’azienda produce ogni anno 8 progetti inediti di cortometraggio su oltre 200 candidature.
Tra le altre novità la prossima mostra temporanea che «su mandato del MiC sarà su Oriana Fallaci» svela il Presidente Saccone che ricorda anche l’importante attività di produzione di documentari: «Nonostante quest’anno ci abbiano un po’ tagliato il budget (Cinecittà per la realizzazione del suo programma culturale annuale riceve dal Ministero della Cultura 31,5 milioni di euro più un milione per la partecipazione, per conto del MiC, alla Fondazione Cinema per Roma, ndr) vedrà un progetto legato al centenario di Gabriel García Márquez nel 2027 e a un documentario tratto da un libro che racconta le storie di 28 magistrati uccisi dalla criminalità organizzata».
Infine il Presidente ha cercato di stemperare una questione sorta recentemente sulla ripartizione del Fondo Cinema del 2026 con i tagli che però privilegiano le produzioni internazionali: «È una polemica tutta intorno a questo cortile, non deve esserci competizione tra produzioni nazionali e internazionali dal momento che il destino delle une dipende dalle altre. I fondi magari sono un po’ di meno ma lo sforzo del Ministero è dare certezze. Poi i soldi si troveranno, a partire dall’assestamento di bilancio».
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