Tra i dati presenti nel volume “Il mercato cinematografico italiano”, presentato oggi a Roma, si nota che nell’ultimo quinquennio crescono il numero dei biglietti venduti (+11,6% dal 2000 al 2004, dove si sono raggiunti i 116 milioni di presenze), le giornate di spettacolo (+37%, considerando le sale attive, ovvero quelle aperte almeno 120 giorni), la spesa complessiva per i film (+21%), ma anche il numero di film italiani prodotti (138 nel 2004, +11% rispetto al 2000) e la quota di mercato del prodotto nazionale (+13%, nel 2004 era arrivata al 21% del box office complessivo).Crescono però anche i costi di produzione (quasi raddoppiati in cinque anni: +82%) e anche il sostegno pubblico, letteralmente esploso nonostante le difficoltà della spesa pubblica (+76%, con una punta di 105 milioni nel 2003). E, per quanto riguarda le presenze in sala, se aumentano gli schermi (+27% quelli attivi per 3.171 schermi, su 5.400 circa complessivi; e dei 3000 schermi attivi la metà, 1.581, è al Nord), diminuiscono i biglietti venduti per schermo attivo: -12,15%, con punte del –18,8% al Sud; un parametro che cresce solo in piccole regioni come Umbria (+8,66%) e Val d’Aosta (+10,60%).Le imprese del settore sono 2.323, di cui il 73% di esercizio e il 18% di produzione. Queste ultime, 551 localizzate per il 70% a Roma, sono esplose di numero dalla metà degli anni ’90 (con la nascita del Fondo di Garanzia); e duecento di queste sono nate dal 2000 al 2004. Solo 23 hanno più di un milione di capitale sociale, il 60% è sotto i 50.000 euro.Il volume contiene poi, oltre a uno sguardo al panorama dei mercati internazionali, anche dati sull’home video, già presentati da Univideo pochi mesi fa, e sui film in tv.
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