Al convegno per la digitalizzazione (“Non uno di meno”) delle Giornate professionali estive, Ciné, è intervenuta anche la Dottoressa Maria Giuseppina Troccoli, direttrice al Mibac del servizio Produzione, distribuzione, esercizio e industrie tecniche, in vece del direttore generale cinema, Nicola Borrelli. Troccoli ha illustrato alcuni dati Eurispes sullo stato della digitalizzazione nel nostro Paese e ha annunciato alcune misure che Mibac e Stato hanno elaborato per permettere agli esercenti di avvalersi degli aiuti di Stato per la digitalizzazione, superando alcune attuali difficoltà. La più importante è la misura inserita nel recente pacchetto per lo sviluppo, approvato dal Consiglio dei Ministri il 15 giugno scorso, che consiste nella cedibilità del tax credit. “Con questo provvedimento che dovrebbe essere convertito in legge in poche settimane – ha detto Troccoli – il credito d’imposta potrà essere ceduto a banche o fornitori da parte del beneficiario. A breve stileremo un regolamento preciso su come presentare domanda per potersene avvalere. Avrà una struttura snella, molto simile alla procedura per ottenere il tax credit, basato quasi tutto su autodichiarazioni”. Nel 2011 in Italia si sono registrate 76mila unità tra artisti, tecnici e maestranze che lavorano nel mondo del cinema. 6020 le imprese nazionali attive nel mondo dello spettacolo e 4mila schermi di cui la metà in cinema piccoli o piccolissimi. In Europa il 52% delle sale è digitalizzato mentre in Italia la percentuale è del 39%: a giugno esattamente 1815. E proprio per incrementare questo numero, in vista anche della fine della distribuzione di film in pellicola, prevista l’1 gennaio 2014, il Mibac sta anche pensando ad un maggiore coordinamento Stato-Regioni che aiuti gli esercenti anche a seconda della specificità di ciascun area. “Su 4000 schermi in Italia – ha continuato Troccoli – circa la metà potrebbe essere messa a rischio con la fine della distribuzione in pellicola. Si calcola che per chi non si adegua al passaggio digitale i costi da affrontare potrebbero arrivare a circa 1500/2000 euro per la richiesta di una copia in pellicola dei film da proiettare. Lo Stato è in grado di supportare aiuti per la digitalizzazione, tramite il tax credit, fino ad un plafond massimo di 42 milioni di euro. Nel 2011 le società che hanno fatto richiesta del tax credit sono state 593, il numero di schermi che ha richiesto il credito d’imposta è di 933 per un risultato di: 15 milioni di tax credit utilizzato, mentre le spese sostenute per cui è stata presentata istanza di tax credit sono di 49,59 milioni di euro”. © RIPRODUZIONE RISERVATA In caso di citazione si prega di citare e linkare boxofficebiz.it