Ciné, da 15 anni al fianco del mercato cinematografico

Le Giornate professionali estive di Riccione si confermano un appuntamento industry essenziale per il settore cinematografico. I responsabili di Cineventi, Remigio Truocchio e Valeria Cosenza, che da tre lustri organizzano e producono questa manifestazione, ripercorrono l’evoluzione di Ciné, l’importanza dello show, le novità in arrivo e le potenzialità dell’evento
ph.Famio Demitri/Ciné

Quest’anno Ciné – Giornate di Cinema compie 15 anni, un traguardo importante. Qual è stata la genesi che ha portato alla nascita delle giornate professionali estive?
Remigio Truocchio: «Ciné nasce da un’intuizione chiara: il mercato aveva bisogno di un secondo appuntamento. Un solo incontro annuale non bastava più a intercettare l’intero ciclo produttivo e distributivo, tanto che molte distribuzioni organizzavano convention private. Allo stesso tempo, il cinema italiano stava vivendo una fase di forte crescita: aumentavano i film, nascevano nuove società di produzione e distribuzione, e cresceva la necessità di spazi dedicati alla valorizzazione dei titoli in uscita. Era fondamentale verificare questa esigenza prima di tutto con i distributori, per questo ci siamo confrontati con Anica coinvolgendo l’allora presidente dei distributori, Richard Borg, grande professionista e persona di straordinario valore umano. In un certo senso, fu lui il garante di questa sfida iniziale. Insieme a Borg coinvolgemmo naturalmente anche la struttura di Anica, con Giulio Mezzanotte fin da subito in prima linea al nostro fianco nelle decisioni operative. Ciné nacque, quindi, come risposta concreta a un bisogno reale: creare un secondo luogo e un secondo tempo per il mercato, capace di accogliere sia le grandi distribuzioni sia le realtà più piccole, unendo le forze e riuscendo a radunare – in un secondo appuntamento – l’intera platea degli esercenti. In questo percorso, Box Office è stato un partner fondamentale, credendo fin dall’inizio in questa scommessa e contribuendo a sostenerla e promuoverla, soprattutto negli anni in cui il seguito non era ancora scontato».

Quali sono stati, nel tempo, gli aspetti più apprezzati di Ciné?
Valeria Cosenza: «Uno degli elementi più apprezzati di Ciné è sicuramente la spettacolarità dell’esperienza, in particolare nella sala plenaria. L’upgrade del palco e della Sala Concordia, realizzato dal 2018 con Pino Chiodo e Show Professional grazie ai grandi ledwall, ha segnato un vero cambio di passo, alzando lo standing della manifestazione. Questo investimento ha migliorato radicalmente le performance delle presentazioni e ha permesso ai distributori di raccontare i loro titoli in modo più immersivo, spettacolare ed efficace. Negli ultimi anni stiamo infatti vivendo una fase particolarmente positiva e soddisfacente. Al termine di ogni edizione riceviamo riscontri molto concreti sulla buona riuscita dell’evento. Credo sia il risultato di un mix di fattori: la crescente partecipazione delle realtà distributive e degli accreditati, la qualità dei servizi offerti, la piacevolezza di una location facile da vivere e, non ultimo, quell’accoglienza romagnola che facilita le relazioni, che sono il vero fulcro di questa manifestazione. Per questo Ciné è diventato un luogo in cui, in pochi giorni, è possibile incontrare gran parte del settore: un vero “where to be” per l’industria cinematografica. Ed è un’esperienza che, ogni anno, continua a essere entusiasmante».

L’ultima edizione ha chiuso con un +6% delle presenze. Si è raggiunta ormai la capienza massima, o c’è ancora spazio di crescita?
Valeria Cosenza: «La Sala Concordia ha una capienza che oggi possiamo considerare prossima al limite, nonostante i lavori strutturali realizzati lo scorso anno dal Palazzo dei Congressi, che hanno permesso di recuperare un centinaio di posti. Lo spazio di crescita per Ciné esiste però ancora, ed è nella nostra visione. Qualora le richieste aumentassero ulteriormente, potremmo valutare soluzioni integrate, come l’utilizzo delle sei sale del Multiplex Giometti – all’interno del Palazzo dei Congressi – anche per le presentazioni dei listini più affollati, oltre che per le anteprime. Negli anni abbiamo lavorato molto per ampliare e qualificare la platea, con l’obiettivo di offrire ai distributori un pubblico sempre più ampio e rappresentativo della filiera. Le partnership attivate, come quella con Acec che ha portato oltre 150 nuovi esercenti, le promozioni dedicate e l’apertura a nuovi stakeholder hanno reso Ciné sempre più centrale come momento di preparazione al prodotto in uscita».

Quanto sono importanti intrattenimento, show e spettacolo per voi?
Remigio Truocchio: «Sono fondamentali. Ciné è una convention del cinema e, allo stesso tempo, un momento di aggiornamento professionale: non può che essere spettacolare. Lo show non è mai fine a se stesso, ma uno strumento per rendere l’esperienza più coinvolgente, immersiva e memorabile. Negli ultimi anni ci siamo concentrati in particolare sul momento inaugurale, cercando di celebrarlo e renderlo sempre più emozionante e originale. L’obiettivo è offrire un vero momento di spettacolo che accompagni e rafforzi il sentiment del grande cinema, senza mai sottrarre attenzione ai contenuti delle distribuzioni. Siamo felici che sempre più società scelgano anche loro di inserire momenti di show e intrattenimento nelle loro convention. Ci auguriamo che chi partecipa vada via con meraviglia negli occhi, nuove idee in testa e una carica motivazionale forte. Quando lo spettacolo è ben dosato, amplifica i contenuti, li rende più incisivi e soprattutto più duraturi nel ricordo».

In che modo Cineventi si è evoluta nel corso degli anni per realizzare un appuntamento sempre più al passo coi tempi?
Valeria Cosenza: «Cineventi è cresciuta nel tempo anche dal punto di vista strutturale. Abbiamo investito molto in professionalità, costruendo un team – diviso tra Roma e Bologna – solido, preparato, disponibile e creativo, capace di garantire un’organizzazione sempre più efficiente e affidabile. Oltre a me e a Remigio, oggi Cineventi è fatta da persone come Angela, Francesca, Leonardo, Lisa e Ilenia, e da collaboratori preziosi come Serra e Giulia: professionisti che, con competenze diverse e grande dedizione, ci hanno permesso di compiere un salto di qualità significativo. Ma la forza di Ciné si misura soprattutto durante la manifestazione, quando il team arriva a superare le 100 persone tra regia video, comunicazione, personale di segreteria, tecnico di servizio e security, con l’apporto di società di professionisti tra le più accreditate a livello nazionale. Senza di loro sarebbe impossibile garantire la qualità e la continuità dell’evento. Ciné è un contenitore che costruiamo intorno alle esigenze dei professionisti dell’industria che lo abitano. Ascoltare, tenere gli occhi aperti, intercettare i cambiamenti e adattare la manifestazione alle nuove necessità del mercato fa parte del nostro lavoro quotidiano».

L’Italia è uno dei pochi Paesi europei con due appuntamenti di giornate professionali all’anno che coinvolgono tutte le distribuzioni, comprese quelle indipendenti. Perché questo duplice evento è così centrale per il nostro mercato?
Remigio Truocchio: Perché consente al mercato di respirare, aggiornarsi e programmare. Due appuntamenti significano due momenti di confronto, due occasioni per raccontare il prodotto, leggere il mercato e costruire continuità tra esercizio e distribuzione. Negli ultimi anni il prodotto nazionale ha ritrovato centralità e, oltre la Francia, l’Italia è il Paese europeo con la più alta percentuale di produzione nazionale: questo comporta esigenze diverse rispetto ad altri mercati. Un contenuto può essere reperito in Rete, ma se vogliamo davvero sostenere i film in sala dobbiamo offrire un’esperienza completa a chi poi quei film li dovrà vendere e presentare: un maxi schermo, una sala piena, la possibilità di emozionarsi e di condividere il racconto con il pubblico professionale. È un investimento strategico, motivazionale e relazionale che contribuisce a creare entusiasmo, convinzione e fiducia attorno ai titoli e, più in generale, attorno al mercato stesso».

Tra l’altro Ciné ha una ricaduta molto importante in termini economici e di visibilità durante i giorni in cui si svolge.
Remigio Truocchio: «Assolutamente sì. L’investimento portato a Riccione con circa 2.000 accreditati in quattro giornate è significativo, e anche se Ciné è un evento B2B, le ricadute in termini di visibilità sono importanti. Diversamente da molte convention di settore, Ciné, legata al cinema e con momenti di spettacolo come il conferimento del Premio Anica 80, genera anche un impatto mediatico concreto».

Quanto sono importanti questi momenti in cui il mercato si “ferma” e dove esercizio e distribuzione si confrontano apertamente?
Valeria Cosenza: «Sono fondamentali e insostituibili. Il confronto umano, il conoscersi di persona, il dare un volto a una voce o a un’email rimangono elementi centrali nel nostro mercato. Le relazioni si costruiscono anche così. Lo abbiamo visto chiaramente con i tour – un’altra attività che curiamo – che hanno portato registi, attori e attrici in giro per l’Italia: non è solo una questione di pubblico, ma di empatia e di rafforzamento delle relazioni. Tra i momenti più frequentati – convention a parte – ci sono i convegni industry, tra dialogo e formazione».

Com’è cambiata l’attenzione riservata a questi momenti nel corso degli anni?
Remigio Truocchio: «Ciné è e rimane un evento B2B, e la componente di aggiornamento professionale è diventata sempre più centrale. Basta osservare l’affluenza ai convegni, come quello inaugurale organizzato da sempre con Box Office: la sala è ormai costantemente gremita di partecipanti attenti e interessati. Abbiamo inoltre dedicato ai convegni e ai panel una fascia quotidiana ben definita, e nonostante le giornate siano molto ricche di attività, questi momenti restano sempre molto seguiti, confermando quanto la formazione e il dialogo siano considerati fondamentali dall’intero settore».

In che modo, secondo voi, le distribuzioni potrebbero migliorare ulteriormente le loro convention e la loro presenza alle giornate professionali?
Valeria Cosenza: «Negli anni le società di distribuzione hanno investito sempre di più nello spettacolarizzare le loro presentazioni, coinvolgendo ospiti d’eccezione, portando talent a esibirsi e creando momenti di show che hanno dato una marcia in più non solo alla singola convention, ma all’intero evento. A mio avviso la strada per migliorarsi potrebbe proprio essere questa: rendere le presentazioni più spettacolari, inserendo trailer e promo in racconti memorabili e immersivi. L’utilizzo creativo dei grandi ledwall, la presenza dei talent in forme nuove, l’apertura a ospiti “insoliti” per il cinema e la possibilità di offrire contenuti in esclusiva con anticipo possono fare davvero la differenza, amplificando l’esperienza e l’impatto dei titoli presentati».

Di anno in anno Ciné ha apportato numerosi cambiamenti e trasformazioni, aggiungendo un nuovo tassello alla volta. Avete in programma qualche novità per la prossima edizione?
Remigio Truocchio: «Continueremo a investire sulla Sala Concordia, rendendola ancora più spettacolare, perché è il luogo dove si vive la maggior parte dell’esperienza di Ciné. Allo stesso tempo, lavoreremo sull’ampliamento degli spazi relazionali, che restano una componente essenziale della manifestazione. Come sempre, ci confronteremo con Anica e con le società di distribuzione per capire le loro esigenze, così da costruire insieme un’edizione sempre più funzionale, coinvolgente e memorabile».

Come immaginate le giornate professionali nei prossimi cinque anni?
Valeria Cosenza: «Le immaginiamo ancora più centrali e necessarie per il settore. Il nostro auspicio è che tutti i partner continuino a riconoscerne il valore e la funzione. Ciné dovrà continuare a evolversi, rimanendo un luogo di confronto, ispirazione e meraviglia, capace di accompagnare il cinema nei suoi cambiamenti futuri».

[L’intervista è stata pubblicata sul numero di Marzo di Box Office]
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