«Mentre il box office negli Stati Uniti crolla a picco, il mercato cinematografico cinese è tornato a funzionare in modo enorme», così scriveva The Hollywood Reporter giusto qualche giorno fa nel commentare gli ottimi incassi dell’ultimo weekend nella Terra del dragone. In Cina, infatti, il botteghino è ormai tornato a dei livelli decisamente positivi: nello scorso fine settimana del 2-4 ottobre, ad esempio, complici la concomitanza delle festività del National Day e del Mid-Autumn Festival, diversi titoli locali hanno registrato performance davvero significative: My People, My Homeland (uscito il 1 ottobre) ha incassato 137,8 milioni di dollari e l’animation in 3D Legend of Deification (sempre uscito il 1 ottobre) ha incassato 136,2 milioni di dollari. Numeri strepitosi, e se si pensa al box office Usa il paragone è schiacciante: nello stesso weekend, negli Stati Uniti, i maggiori incassi sono stati quelli di Tenet con 3 milioni di dollari e della riedizione del cult del 1993 Hocus Pocus con 2 milioni… Considerando poi che, in Cina, le festività nazionali andranno avanti fino a sabato, si prevede che i due blockbuster locali citati raggiungeranno cifre strepitose: la stima – fatta dalla società leader di ticketing online Maoyan considerando anche gli indici di gradimento del pubblico e dunque il potenziale passaparola – per My People, My Homeland è di 440 milioni di dollari e per Legend of Deification di 219 milioni.
Una vera ripresaDopo la “falsa partenza” dello scorso marzo (quando avevano riaperto circa 500 sale, ovvero il 4% delle 70 mila sale cinesi salvo poi richiudere dopo solo una settimana per timore di una nuova ondata di contagi), dalla vera riapertura del 20 luglio, i cinema in Cina sono tornati a funzionare molto bene. I numeri parlano chiaro: in due mesi (dal 20 luglio al 20 settembre), si sono contate 150 milioni di presenze e quasi 800 milioni di dollari di incasso, secondo il report redatto dalla società Dengta per la piattaforma di entertainment industry sales Taopiaopiao. Tutto questo con le capienze dei cinema ridotte del 50%. Considerando dunque che dal 25 settembre, le sale possono arrivare ad occupare il 75% dei posti disponibili, i numeri sono potenzialmente ancora in crescita. Certo, la perdita da 1,4 miliardi di dollari dovuta alla chiusura dei cinema durante le festività del capodanno cinesi lo scorso gennaio sono qualcosa di irrecuperabile, però, ad oggi, il box office cinese è l’unico ad essere tornato in salute.
La forza del prodotto locale e degli evergreenSe in Cina il pubblico è numeroso e la domanda forte, è perché l’offerta è sempre stata alta. Nei 2 mesi dal 20 luglio al 20 settembre, sono approdati in sala più di 150 film tra nuove uscite e riedizioni. A fare la parte del leone, come già accennato sopra, sono le produzioni locali: i blockbuster made in China con star cinesi pensati per il pubblico cinese sono quelli a registrare gli incassi più alti. Tra questi: i già citati My People, My Homeland (film antologico composto da 5 racconti, prodotto da Zhang Yimou e diretto registi diversi che è il sequel del film di successo del 2019, My People, My Country) e Legend of Deification (film d’animazione sulla figura mitologica di nome Jiang Zi Ya, che condivide lo stesso universo del film campione d’incassi del 2019 Nezha), ma soprattutto The Eight Hundred che è arrivato a 441 milioni di dollari ed è attualmente il film che ha incassato di più nel 2020 (la gente è tornata a vederlo anche più di una volta). Per contro, titoli hollywoodiani come Tenet o anche lo stesso Mulan – pensato per avere un appeal sul mercato cinese – hanno ottenuto risultati al di sotto delle aspettative: in Cina, il film di Nolan è sui 65,6 milioni di dollari mentre il live-action Disney sui 40,6 milioni. Come abbiamo anche scritto nell’approfondimento sull’ultimo numero di Box Office, oramai, la Cina ha sempre meno bisogno di Hollywood. Nella fase della riapertura hanno poi funzionato bene anche le riedizioni: quella di Harry Potter e la pietra filosofale, ad esempio, è arrivata a 27,3 milioni di dollari.
Cina, pilastro del mercato globaleDa sottolineare, infine, che la forza del mercato cinese è una buona notizia non solo per la Cina stessa, ma anche per importanti società del settore di altri Paesi. Il ceo di Imax Rich Gelfond ha infatti dichiarato: «La notevole forza della ripresa del box office in Cina continua a superare le nostre aspettative. La Cina è diventata una certezza, un motore di stabilità per Imax, soprattutto nell’incertezza dello scenario globale, delle release dei film hollywoodiano e delle riaperture dei cinema in altre parti del mondo».
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