«La ricerca conferma le intuizioni che avevamo. C’è fruizione da parte di unpubblico che si sta integrando rispetto al mercato e non è in diminuzione» –ha detto Lionello Cerri, presidente Anec, commentando la presentazione dellaricerca “Sala e salotto: il sequel” – La cosa importante da capire ora ècome si possono intercettare i 35enni che sono i medi frequentatori neicinema – ha continuato Cerri – Pensavo ci fossero meno internettisti tra ifrequentatori delle sale e invece sono una grossa percentuale e dobbiamointerrogarci sui modi migliori di veicolare e promozionare il nostro cinemaper loro. Al momento siamo su frequenze diverse: continuiamo a farpubblicità in modo classico con passaggi tv e cartellonistica e usiamo pocointernet. Sfruttano poco il web anche le sale: gli esercenti con un sito lousano fondamentalmente per la vendita biglietti e non per promuovere davveropolitica dei prezzi e prodotti». Convinto dell’importanza di internet ancheNicola Borrelli, Dg Cinema del Mibac. «L’impatto complessivo della rete sulcinema che emerge dalla ricerca, eccezion fatta per la piaga dellapirateria, smussa un po’ di preoccupazione, ma è necessario trasformare oraquesto sollievo in azioni positive per il cinema, cominciando ad usare ilweb con consapevolezza e sfruttando le opportunità che offre. Quello che miha maggiormente colpito – ha continuato Borrelli – è stato individuare leragioni del disinteresse di alcuni verso i film che non è imputabile solo alcosto del biglietto ma anche alla distanza delle sale, eppure 23 milioni dipersone che non entrano mai al cinema sono un numero impressionante».
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