Ancora incerta la sorte del concordato preventivo chiesto da Vittorio Cecchi Gori per la salvezza della holding del gruppo Finmavi. Nei giorni scorsi, infatti, la stampa aveva riportato la notizia che i creditori dell’ex senatore avevano accettato il concordato proposto dai legali di Cecchi Gori e che prevedeva, per il salvataggio della holding Finmavi, un rimborso del 10% del debito (in totale Finmavi è esposta per 630 milioni di euro). Come riportato oggi dal ‘Sole 24 ore’, la situazione è ancora aperta; avrebbe votato sì al concordato la maggioranza delle categorie dei fornitori e dei creditori infragruppo mentre non hanno raggiunto la maggioranza dei sì le banche e lo Stato; per la legge infatti, affinché il concordato vada a buon fine, si prevede che debba aderire più del 50% del credito complessivo o la maggioranza delle classi dei creditori.
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